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Attualità | 03 giugno 2020, 09:12

Anche in Piemonte potrebbe nascere una "Casa senza sbarre" per mamme detenute con bambini

Il confronto per discuterne si terrà domani, 4 giugno a partire dalle 17 sulla piattaforma Webex dell'Università di Torino

Anche in Piemonte potrebbe nascere una "Casa senza sbarre" per mamme detenute con bambini

Una Casa famiglia protetta per mamme detenute con figli fino a 10 anni. È una realtà in Lombardia e in Lazio, ma se ne discute anche il Piemonte da fomani, gioveì 4 giugno a partire dalle 17 sulla piattaforma Webex dell’Università di Torino.

All’incontro, coordinato dai garanti regionali dei detenuti e dell’infanzia Bruno Mellano e Ylenia Serra, intervengono l’assessore regionale alle Politiche della famiglia, dei figli e della casa Chiara Caucino, il sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Giorgis, la docente di Diritto penitenziario dell’Università di Torino Giulia Mantovani, Andrea Tollis della Casa famiglia protetta Ciao di Milano e Lillo Di Mauro della Casa famiglia protetta Colombini di Roma.

UNA LEGGE DEL 2011 HA INTRODOTTO NUOVE NORME DI TUTELA

La Legge 62/2011 ha introdotto nell’ordinamento penitenziario norme di maggior tutela per le detenute mamme, istituendo in carcere le “Custodie attenuate” (Icam) per le madri ristrette con i figli minori al seguito (per bimbi fino ai 6 anni), e prevedendo la nascita di una rete di Case famiglia protette (per bambini fino a 10 anni) per offrire un’accoglienza in ambiente senza sbarre.

A oggi gli Icam in Italia sono cinque, tra cui quella dedicata alla memoria di Maria Grazia Casazza all’interno della Casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, e le Case famiglia protette due, rispettivamente a Milano e a Roma.

Per partecipare e ricevere il link cui collegarsi, occorre inviare richiesta, tramite mail, a garante.detenuti@cr.piemonte.it

Redazione

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