Un improvviso stop burocratico rischia di spegnere le luci della ribalta nella Casa di Reclusione Alta Sicurezza di Asti. La Direzione Generale dei detenuti e del trattamento ha infatti negato l’autorizzazione per una serie di spettacoli teatrali previsti per la seconda metà di marzo, che avrebbero dovuto coinvolgere studenti delle quinte superiori e universitari. La decisione ha spinto Domenico Massano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della città di Asti, a inviare una lettera aperta a Ernesto Napolillo, Direttore della Direzione Generale dei detenuti e del trattamento presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.
Il diniego colpisce il progetto Teatro Oltre, un’iniziativa che da circa tre anni lavora sul binomio giustizia e legalità, offrendo ai detenuti un percorso di responsabilizzazione e agli studenti un’occasione unica di riflessione pedagogica. Nonostante le richieste fossero state inviate con largo anticipo, la risposta negativa è giunta a pochi giorni dalle date previste, vanificando mesi di prove e sforzi organizzativi che avevano coinvolto l'area trattamentale e il personale dell'istituto.
Secondo Domenico Massano, il provvedimento sembra legato a una circolare del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria emanata a ottobre, che ha centralizzato le autorizzazioni per gli eventi negli istituti di Alta Sicurezza. Questa nuova gestione sta sollevando preoccupazioni in tutta Italia per il rischio di compromettere percorsi virtuosi di apertura verso la comunità esterna.
Il Garante ha sottolineato l'importanza dell'attività citando direttamente la finalità della pena: "Tali spettacoli rappresentano momenti significativi sia da un punto di vista pedagogico per gli studenti, sia in una prospettiva rieducativa per le persone detenute, per le quali il teatro è occasione di riflessione sul passato",. Massano ha poi evidenziato il clima di incertezza generato dalle nuove disposizioni: "La comunicazione di non poter autorizzare sembra confermare i timori relativi alla circolare di ottobre che centralizza e incide sulle richieste di eventi culturali e ricreativi",.
L'esperienza astigiana, che in passato ha prodotto anche il volume "Una penna per due mani", non aveva mai registrato criticità legate alla sicurezza. Al contrario, le testimonianze dei detenuti descrivono il teatro come uno strumento per riprendere le redini della propria vita. Anche i familiari delle vittime di mafia e terrorismo, tra cui Maria Agnese Moro e Fiammetta Borsellino, hanno espresso in passato sostegno a queste attività, definendole fondamentali per il cambiamento dei detenuti.
In chiusura del suo appello, Domenico Massano ha richiamato le parole del Presidente Sergio Mattarella sulla necessità che il carcere non diventi un luogo senza speranza. Il Garante ha espresso forte preoccupazione per il futuro: "Si rischia di avere ripercussioni sia sulle possibilità future di coinvolgimento della comunità esterna sia sulla ripresentazione di progettualità simili",. La richiesta finale rivolta a Ernesto Napolillo è quella di un confronto urgente per conoscere le motivazioni specifiche del diniego e tentare di salvare almeno uno degli appuntamenti in programma con le scuole.














