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Sanità | 14 giugno 2020, 07:00

Rimane ancora chiuso il bar del Cardinal Massaia in attesa di una diminuzione ulteriore di contagi

Sono soltanto 6 i pazienti Covid ricoverati in Malattie Infettive. L'ospedale sta lentamente tornando alla normalità

Rimane ancora chiuso il bar del Cardinal Massaia in attesa di una diminuzione ulteriore di contagi

Sta tornando lentamente alla normalità l’ospedale Cardinal Massaia di Asti, dopo che il ciclone Covid ha messo a durissima prova la sua struttura e i suoi sanitari che hanno dovuto far fronte ad un’emergenza mai vista e mai neppure ipotizzata.

I numeri iniziano davvero ad essere confortanti: sono rimasti solo 6 pazienti Covid ricoverati in Malattie Infettive, mentre sono stati chiusi tutti gli altri reparti (6) che erano stati riconvertiti per l’emergenza.

L'USCITA DAL TUNNEL

Se pur l’ottimismo non ci deve indurre a comportamenti sbagliati, sicuramente la luce in fondo al tunnel inizia a scorgersi.

All’entrata personale addetto misura costantemente la temperatura a chi entra e le persone tornano timidamente a riappropriarsi del loro (unico) ospedale. Mai come oggi ci si interroga sul futuro delle altre strutture che dovranno essere pronte al più presto per dare ossigeno al Cardinal Massaia che dovrà rimanere il polo della sanità astigiana, ma che indubbiamente avrà bisogno, anche in futuro di “respiro”.

RIPRENDONO LE PRESTAZIONI ORDINARIE, MA IL BAR È ANCORA CHIUSO

Se le prestazioni ordinarie verso i pazienti esterni quindi stanno riprendendo e nei prossimi mesi ci saranno alcuni prevedibili intoppi o ritardi, dati i tre mesi di stallo, rimane chiuso ancora per una decina di giorni il bar interno gestito da Amos.

Volevamo valutare la sicurezza per la riapertura con tutti i criteri in essere, con la direzione sanitaria di presidio e con Amos – ci spiega il commissario della Asl astigiana Giovanni Messori Ioli - abbiamo avuto un incontro e ne faremo altri nei prossimi giorni per garantire la massima sicurezza. I dipendenti hanno usufruito di due settimane di cassa integrazione e si preferisce attendere che i numeri calino ulteriormente".

Betty Martinelli

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