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Al Direttore | 19 giugno 2020, 18:38

Uniti si può: troppa confusione sulla riapertura degli asili nido comunali

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni dei consiglieri Michele Anselmo e Mauro Bosia sulla importante tematica

Michele Anselmo e Mauro Bosia ritratti in una foto d'archivio

Michele Anselmo e Mauro Bosia ritratti in una foto d'archivio

A quasi 4 mesi dalla chiusura degli Asili Nido del Comune è finalmente giunta la notizia, attesa con ansia dalle famiglie, di una ipotesi di parziale riapertura dei Nidi. Infatti, con la Delibera di Giunta "Fase 2 emergenza sanitaria COVID 19 sperimentazione apertura nidi d’infanzia indirizzi" n. 178 del 16 giugno scorso, Sindaco e Giunta hanno rimesso in moto, con scarsa chiarezza, l’ipotesi di riapertura di un servizio fondamentale per le famiglie. La Delibera non chiarisce come saranno trattate le famiglie che, prima dello scorso 24 febbraio, avevano già versato le quote di pagamento e, in seguito alla chiusura dei nidi, non hanno usufruito del servizio pagato. Si tratta di un aspetto dirimente in considerazione dei sacrifici che molte famiglie si sono sobbarcati per sopperire all’assenza del Servizio pubblico.

La Delibera arriva con grave ritardo, siamo alla fine di giugno, e viene da farsi una domanda: si vuole andare incontro alle esigenze delle famiglie o si vuole solo ottemperare, burocraticamente, alle indicazioni di riapertura venute dal Governo centrale e dalla Regione Piemonte? Viene da pensare alla seconda ipotesi visto che la Delibera in un suo punto afferma che l’apertura riguarderà “uno o due asili d’infanzia e un numero limitato di bambini. In un altro punto l’atto dice che preventivamente, tramite sondaggio telefonico e mail, saranno contattate le famiglie “per definire il numero di bambini interessati al servizio, nel mese di luglio, al fine di programmare il numero di nidi da attivare”.

I due punti della Delibera sono contradditori tra loro perché è del tutto evidente che numero limitato di bambini, abbinato alla sola apertura di uno o due nidi, contraddice l’ipotesi di un sondaggio capillare alle famiglie dal quale potrebbe emergere l’esigenza di dover riaprire più di due Nidi in considerazione di una vasta adesione all’iniziativa. E’ del tutto evidente che preventivamente la Giunta doveva attivare un sondaggio presso le famiglie, oggi del tutto ignare, per avere un quadro certo sulle necessità e, conseguentemente, porre in atto una Delibera contenente le necessità espresse. Per una buona amministrazione questo modo di operare si chiama: “censimento dei bisogni”. Solo un tempestivo censimento dei bisogni consente di emanare atti amministrativi concreti e operativi, anziché Delibere contraddittorie. Senza considerare che, dopo questo lungo periodo di non frequentazione, non sarebbe facile per i bambini cambiare strutture ed educatrici per poche settimane.

Altro aspetto confuso della Delibera riguarda il periodo di riapertura. In primo luogo, esaminando il calendario del mese di luglio, emerge in modo palese che le settimane sono di fatto 5 e non 4, di conseguenza se, come detto in Delibera, il termine dell’anno educativo 19/20 è il 10 luglio, da questa data alla fine del mese mancheranno ancora tre settimane, ma l’atto amministrativo parla in un punto di “doversi aggiungere 2 settimane di luglio di riapertura” e, in un altro punto delibera “l’attivazione di 2/4 settimane di servizio nel mese di luglio”. Sindaco e Giunta hanno letto prima di approvare ? Insomma alla Delibera manca un aspetto fondamentale: non si dice quando riapriranno i nidi e se la riapertura comprenderà tutto il mese di luglio: ovvero venerdì 31 luglio. Tale incertezza è determinata dalla necessità di definire un accordo sindacale sulla retribuzione aggiuntiva del personale educativo; anche da questo punto di vista Sindaco e Giunta marcano un palese ritardo.

Infine non si comprende perché siano indicati quali Nidi di riapertura (Gabbiano e La Rondine) strutture che, a differenza di altre, sono carenti di spazi all’aria aperta. Sindaco e Giunta rivedano il tutto in tempi brevi e utili alle famiglie.

Michele Anselmo e Mauro BosiaGruppo Consiliare Uniti si può

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