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Cultura e tempo libero | 24 giugno 2020, 10:41

“L’anno che verrà”, un ciclo di appuntamenti con Acli, Foyer delle Famiglie, Progetto Culturale e Welcoming Asti

L'esperienza della pandemia e la trasformazione della crisi in opportunità di crescita

“L’anno che verrà”, un ciclo di appuntamenti con Acli, Foyer delle Famiglie, Progetto Culturale e Welcoming Asti


Immaginare un giorno nuovo, nuovo diverso, migliore, dopo una crisi difficile come quella appena affrontata. Non basta dire “ce la faremo”: bisogna già oggi costruire il futuro che vogliamo. Forse bisogna cambiare paradigmi, cambiare il modello culturale ed economico.

Da questo pensiero è partita un'iniziativa che introduce un ciclo di incontri organizzato da Acli, Foyer delle Famiglie, Progetto Culturale e Welcoming Asti che puntano a confrontarsi sull’esperienza di pandemia vissuta e sulla possibilità di trasformare la crisi in occasione di crescita e cambiamento.

L’anno che verrà” è il titolo ufficiale dell’iniziativa che si caratterizza come “dialoghi tra credenti e non credenti, per immaginare un mondo nuovo. Incontri che si tengono ne rispetto di tutele regole di sicurezza nel cortile del circolo Acli Foyer delle Famiglie, in via Milliavacca 5.ù

APPUNTAMENTO CON DON DINO BARBERIS

Il primo appuntamento è stato con don Marco Andina (qui il link per vedere il suo intervento https://www.youtube.com/watch?v=8cFioi-KNjY) mentre il secondo appuntamento è per venerdì 26 giugno alle 18.30 con don Dino Barberis che parlerà di “Le libertà individuali e le necessità collettive, una nuova vicinanza?”.

L'INFETTIVOLOGO CRIVELLI

Il 3 luglio toccherà invece all'infettivologo Paolo Crivelli con un intervento dal titolo "Dall'interno della pandemia covid: un'esperienza ospedaliera".

SEGNI PARTICOLARI MIGRANTI

Venerdì 10 luglio, alle 21, il ciclo di eventi si concluderà con la quarta edizione di "Segni particolari migranti" portata avanti dall'associazione Noix de Kola. Verrà proiettato Teh Milky Way per la regia di Luigi d'Alife. The Milky Way è un film corale che racconta gli attivisti e gli abitanti di montagna, la ricostruzione storica animata dell'emigrazione italiana degli anni Cinquanta, le storie dei migranti messi al sicuro sui due lati del confine; tutto ciò getta luce sull’umanità e la solidarietà che riaffiorano con la convinzione che nessuno si possa lasciare indietro.

Comunicato stampa

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