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Cronaca | 03 luglio 2020, 11:00

I carabinieri hanno chiuso il cerchio sull’operazione “Quiete”: preso in Germania l’ultimo latitante

Il latitante, insieme a due complici arrestati nell'ottobre scorso, avrebbe compiuto furti in case di riposo dell'Astigiano, Cuneese, Alessandrino e Pavese per un controvalore di circa 40.000 euro

I carabinieri hanno chiuso il cerchio sull’operazione “Quiete”: preso in Germania l’ultimo latitante

Anche l’ultimo destinatario di una delle misure cautelari emesse nell’ottobre scorso nell’ambito dell’operazione dei carabinieri di Canelli denominata “Quiete” (CLICCA QUI per rileggere l'articolo post arresti dell'autunno scorso) è stato tratto in arresto.

Si tratta del latitante A.V.G., cl. 1992 nato in Romania ed anagraficamente residente in provincia di Pavia, ricercato su mandato di arresto europeo (MAE), essendo uno dei componenti della banda che aveva commesso una serie di furti e rapine ai danni di case di riposo nelle province di Asti, Alessandria, Cuneo e Pavia nel periodo intercorrente tra l’ottobre 2018 e l’aprile 2019.

L’indagine, aveva preso il via sulla base di un episodio avvenuto a Canelli nell’ottobre 2018, quando era stato denunciato il furto di preziosi e denaro conservati all’interno della cassaforte di una casa di riposo. Su quella base, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Canelli hanno avvitato una complessa attività di indagine basata, inizialmente, sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza cittadini, risalendo all’identità dei tre presunti responsabili: oltre al latitante ora rintracciato, erano stati identificati E. L., cl. 1988 nato in Albania residente a Voghera (PV), e G.T., cl. 1971 nato e residente ad Alessandria, tutti gravati da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.

COLPI NELLE CASE DI RIPOSO DELL'ASTIGIANO, CUNEESE, ALESSANDRINO E PAVESE

I quali, consapevoli del fatto che ogni struttura detenesse una cassaforte per conservare denaro contante o i preziosi dei degenti, si introducevano nelle case di riposo nottetempo, attraverso la forzatura di porte o finestre e, dopo aver “tagliato” la cassaforte con apposita strumentazione, ne asportavano l’intero contenuto. Il profitto derivato dalle diverse attività delittuose era stato quantificato in denaro contante e preziosi per complessivi 40.000.00 euro circa.

Dopo aver dunque stretto il cerchio attorno ad un gruppo avente base tra il pavese e l’alessandrino, l’indagine è proseguita con l’utilizzo di attività tecniche, fino a quando, nello scorso aprile, avuta contezza di un possibile colpo della banda da compiere a Strevi (AL), i Carabinieri avevano organizzato un servizio di appostamento che aveva consentito l’arresto nella flagranza del reato di uno dei malviventi. In quella occasione, i complici dell’arrestato erano riusciti a dileguarsi, ma le successive attività di indagine dei Carabinieri hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a loro carico, tanto da convincere il Tribunale di Asti – Sezione GIP – ad emettere misura cautelare in carcere.

Gli elementi raccolti, hanno permesso di ricostruire almeno altri sei episodi analoghi, di cui 3 a Canelli, uno a Mombaruzzo, uno a Rodello (CN) e l’ultimo a Strevi (PV). Tra i reati contestati anche quello di rapina: infatti, durante uno dei furti a Canelli, gli autori, sorpresi da un’operatrice sociosanitaria, non avevano esitato a minacciarla per metterla in fuga.

UN ARRESTO 'EUROPEO'

Al momento delle esecuzioni dei provvedimenti cautelari, A.V.G. era riuscito a far perdere le proprie tracce, venendo però localizzato in Germania. Determinante a questo punto è stata la collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia Criminale: il sinergico scambio informativo tra i Carabinieri di Canelli e tale Ufficio di polizia, attraverso lo sfruttamento delle potenzialità delle piattaforme informatiche che alimentano il Sistema d’indagine Schengen, e le ormai collaudate procedure investigative a livello internazionale dello S.C.I.P., preposto per legge ad eseguire l’arresto e la conseguente traduzione dei catturandi dall’estero, il 28 giugno scorso ha permesso di rintracciare ed arrestare a Francoforte.

Nella mattinata odierna, l’uomo è stato estradato in Italia con volo charter e associato presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli, in attesa dell’interrogatorio di garanzia dinnanzi al Gip.

Le indagini sono state condotte dal Sostituto Procuratore dottoressa Donatella Masia, della Procura della Repubblica di Asti, e coordinate dal Procuratore capo dottor Alberto Perduca.

Redazione

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