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Economia e lavoro | 08 agosto 2020, 15:00

Confartigianato Imprese Piemonte: "Occorre chiarezza sulle norme per la sanificazione"

Felici denuncia una situazione caotica che rischia di danneggiare le imprese di pulizia: “Le norme attuali per la sanificazione degli ambienti confinati rischiano di vanificare gli effetti del credito d’imposta"

Confartigianato Imprese Piemonte: "Occorre chiarezza sulle norme per la sanificazione"

La ripartenza delle attività produttive dopo il lockdown ha imposto, come noto, interventi di pulizia e disinfezione degli ambienti confinati, sia per prevenire il rischio di contagio, sia per sanificare i locali ove si sono verificati casi di covid-19.

Il ruolo delle imprese di pulizia appare quindi fondamentale per garantire condizioni di sicurezza all’operatività di imprese, negozi e abitazioni. “Ma un uso improprio dei termini utilizzati dai vari provvedimenti governativi – afferma il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici rischia di creare confusione tra le imprese professionali della pulizia e di vanificare lo strumento del credito d’imposta studiato apposta per incentivare gli interventi di pulizia e disinfezione”.

Il problema – evidenzia Felici – sta proprio nell’uso scorretto del termine “sanificazione” nei vari documenti del Ministero della Salute e nei vari Protocolli anti-contagio da Covid-19, termine che essendo usato in luogo dei termini di “pulizia e disinfezione” – che appunto descrivono la sanificazione quali operazioni necessarie e sufficienti ai fini dell'eliminazione del Covíd-19 -  inducono molte aziende, clienti delle imprese di pulizia, a ritenere che occorra rivolgersi unicamente a imprese che abbiano in visura camerale la lettera "e" di cui al DM 274 del 7/07/1997 articolo 1, vale a dire le imprese abilitate alla sanificazione".

“Permanendo questa situazione – prosegue Felici – si rischia di mettere fuori mercato buona parte delle imprese di pulizia che tuttavia hanno i requisiti e le qualifiche per intervenire in maniera accurata sulla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro dal rischio di contagio. Inoltre, tale situazione rischia anche di rendere nei fatti inapplicabili i Protocolli anti contagio Covid-19 in quanto le aziende che hanno necessità degli interventi di pulizia e disinfezione hanno difficoltà a trovare l’impresa a cui rivolgersi poiché la stragrande maggioranza delle aziende che operano in questo mercato sono imprese di pulizia e disinfezione (circa il 90%), mentre le imprese abilitate alla sanificazione rappresentano una quota inferiore al 10%"

Abbiamo chiesto – conclude Felici – al Ministero della Salute un intervento chiarificatore che dica sostanzialmente che gli interventi di contrasto e di contenimento alla diffusione del Covid-19 sono svolti da imprese di pulizia in possesso delle abilitazioni riconducibili alla lettere "a" e "b" del DM 274/97 (pulizia e disinfezione). Ora attendiamo una risposta formale”.

Comunicato stampa

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