/ Al Direttore

Al Direttore | 06 settembre 2020, 08:39

Riparte l'accanimento terapeutico sul tema dei treni locali...

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Alessandro Mortarino, Forum Salviamo il Paesaggio

Riparte l'accanimento terapeutico sul tema dei treni locali...

Venerdì 14 agosto non tutti gli italiani erano accalcati su strade e autostrade della penisola o a sgambettare al Billionaire o a prepare gli ingredienti di ricche grigliate per celebrare Ferragosto. No, diversi di loro erano al lavoro e tra questi i tre membri della Giunta comunale di Nizza Monferrato che, indefessi, si dedicavano a un compito di evidente massima urgenza quale discutere e deliberare l'approvazione di un Protocollo d’Intesa per "disciplinare le modalità di progettazione e realizzazione di una pista ciclabile su sedime ferroviario in disuso che comprenda il tratto tra Alba (CN) e Nizza Monferrato (AT) per un totale di km 37". In parole povere un addio definitivo alla riapertura del servizio ferroviario.

E' dal 2012 che si ripete, con periodica insistenza, il tentativo di considerare il trasporto ferroviario locale come un "accessorio" poco utile anziché una risorsa primaria. Nel 2012 le linee Alba-Asti e Alba-Nizza Monferrato furono infatti definitivamente sospese dopo che nella primavera del 2010, a causa di un movimento franoso all’interno della Galleria Ghersi (tra Alba e Barbaresco), il traffico su rotaia fosse già stato limitato alla stazione di Castagnole Lanze. Vi fu un'immediata reazione dei cittadini e dei Sindaci di allora, che diedero vita a molteplici azioni per sollecitare la Regione al ripristino del servizio ferroviario, tra cui una corposa raccolta firme e una partecipata manifestazione davanti al palazzo della Regione a Torino. La Regione (allora a maggioranza centro-destra) non cambiò però la propria idea e ribadì la sua non volontà alla riattivazione delle linee.

A fine 2014 la nuova amministrazione regionale (a guida centro-sinistra) lanciò - addirittura - per la prima volta l'idea di ricoprire i binari con una pista sintetica in pannelli di gomma triturata e riciclata e trasformare il sedime in una innaturale pista ciclabile. Anche in questo caso la reazione di cittadini e Sindaci fu immediata e unanime e la Regione fece dietrofront, rimettendo nel cassetto (ma non nel cestino dei rifiuti...) il bizzarro progetto.

Dai territori la richiesta di riattivazione delle linee si fece più pressante e nel 2017 RFI-Rete Ferroviaria Italiana preparò uno studio tecnico per valutare le possibilità per la messa in sicurezza della galleria Ghersi e il ripristino delle intere linee, con costi stimati in circa 60 milioni di euro per un ammodernamento completo oppure circa 25 milioni per la "semplice" riattivazione senza elettrificazione.

Il 25 ottobre dello stesso anno, a Neive, la Giunta Regionale siglò un Protocollo d’Intesa per la riattivazione delle linee ferroviarie Alba – Castagnole delle Lanze – Asti e Castagnole delle Lanze – Cantalupo attraverso il formale impegno che vedeva compartecipi con la Regione Piemonte i Comuni delle due tratte, l'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e R.F.I..

Poi la politica non ha completato l'opera. La Regione, che si era impegnata a sottoporre il progetto e a richiedere al Ministero il relativo finanziamento, pare non lo abbia fatto e a poco più di un anno dal "cambio della guardia" in Regione, ecco che la nuova amministrazione di centro-destra rilancia la proposta di mettere la definitiva pietra tombale al passaggio dei treni per sostituirli con una (lo ribadiamo) innaturale pista ciclabile.

Ci risiamo. Ma questa volta la Regione pare molto determinata, tanto che dopo Nizza anche la Giunta comunale di Calamandrana ha deliberato l'adesione al Protocollo d'Intesa (25 agosto) e tutti gli altri Comuni paiono intenzionati a seguirne le orme. Si mormora che la decisione sia stata presa attorno ad un elegante tavolo del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo, ex monastero ora albergo a 5 stelle, in una riunione organizzata dall'assessore regionale Gabusi (ex Sindaco di Canelli) - molto probabilmente in concerto con il Vice Presidente della Regione Carosso (ex Sindaco di Coazzolo), dall'altro assessore Icardi (ex Sindaco di Santo Stefano Belbo) e dal Presidente Cirio (ex assessore di Alba e della Regione stessa) - con tutti i Sindaci dell'area. In questa riunione lontana dalle stanze istituzionali gli esponenti regionali hanno riccamente elencato il ritorno economico-turistico generato dalle ciclabili di mezza Europa. Non sappiamo se a tutti è parso chiaro che la ciclabile ipotizzata (Alba-Nizza Monferrato) non scorrerebbe lungo un Danubio o una Senna locale, ma sopra una lunga serie di pannelli di gomma: un cicloturismo artificiale proposto a chi ricerca la Natura, dunque...

E, ovviamente, non è dato sapere quali informazioni siano state dispensate ai Sindaci presenti e quanto sufficientemente corrette; basterebbe leggere la delibera già approvata dai Comuni di Nizza e Calamandrana per rendersi conto che la linea in questione viene raccontata come una ferrovia in disuso: il che non corrisponde a verità, in quanto ben sappiamo che è una tratta semplicemente sospesa al traffico commerciale!

In un'intervista rilasciata a La Stampa, il Vice Presidente della Regione, Fabio Carosso, aggiunge altri elementi su cui occorrerebbero opportune riflessioni sia degli amministratori pubblici e sia dell'intera cittadinanza. Dice infatti Carosso che “se prendessimo 100 ragazzi di 20 anni e chiedessimo loro se vogliono una ciclabile o una linea ferroviaria, avremmo 99 favorevoli alla ciclabile e forse un nostalgico del treno”. E aggiunge: “si è chiesto ai Sindaci di sondare l'opinione dei cittadini e poi di deliberare in giunta il protocollo d'intesa. Se i cittadini la vorranno ci arriveremo. Se non la vogliono cercheremo un'altra via per realizzarla”.

Non ci risulta che Nizza Monferrato abbia chiesto ai suoi residenti di esprimere un parere. Eppure la Giunta della vigilia di ferragosto ha già deliberato: c'è stato forse un errore procedurale?

E se chiedessimo non a 100 ventenni (che molto probabilmente si saranno già parzialmente trasferiti in qualche città fuori zona per seguire i percorsi universitari e, quindi, saranno magari meno interessati alle vere problematiche del territorio...) ma a lavoratori pendolari, ai minorenni e alle fasce di over sessantacinquenni (le statistiche ci ricordano che nel 2015 in Italia una persona su tre avrà più di 65 anni), otterremmo la stessa risposta ipotizzata da Carosso ma mai verificata in concreto e, dunque, da considerarsi labile e poco affidabile?

Intanto Associazioni e cittadini iniziano a reagire e un documento è già stato recapitato a tutte le amministrazioni comunali. Si indicano alcune informazioni primarie, si invita a non firmare "cambiali in bianco" e a coinvolgere tutte e tutti in una decisione irreversibile che toglierebbe risorse civiche in cambio di ben poco.

Alessandro Mortarino, Forum Salviamo il Paesaggio

Al direttore

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium