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Cronaca | 16 settembre 2020, 09:37

A Canelli la Polizia Ferroviaria sgombera la stazione dagli oggetti dei "braccianti della vendemmia". Polemiche tra il sindaco, la Caritas e l'associazione Sottoilbaobab [VIDEO

Lanzavecchia: "Non una scelta politica su accoglienza e immigrazione ma riflessioni sul mondo del lavoro e agricoltura". Presto un progetto delle associazioni a favore degli "invisibili".

Foto tratta dlla pagina Facebook della Caritas

Foto tratta dlla pagina Facebook della Caritas

A Canelli, la Polizia Ferroviaria su richiesta di Rfi, ha sgomberato la stazione da materiale (materassi e altri oggetti), dei braccianti impiegati in agricoltura.

Questione che ha innescato un dibattito tra l'amministrazione comunale, Caritas, cittadini e l'associazione Sottoilbaobab.

Mentre sulla pagina Facebook Città di Canelli il sindaco, Paolo Lanzavecchia affida ad un video le sue riflessioni, la Caritas raccoglie " coperte e altro materiale per aiutare i braccianti sgomberati ad affrontare altre notti all'aperto", e l'associazione, sempre su Facebook scrive: "Camion per sgomberare i prodotti pericolosi!! Portano via le loro coperture e cuccette. Lo sappiamo che in Italia dormire fuori è un reato ma allo momento lasciare dormire degli esseri umani a bella luna costituirebbe un delitto. Stasera i vendemmiatori torneranno dalle vostre vigne , pieni di polvere e sudori ma il posto di fortuna dove passare la notte non ci sarà.
Chiediamo alle persone che una certa sensibilità di portarci delle coperte. Urge la situazione e abbiamo solo pochi giorni che finisca la vendemmia
E poi gli uccelli migratori riprenderanno il volo. Grazie"
.

LA RISPOSTA DEL SINDACO

"Non è una questione di immigrazione o accoglienza ma di politiche del lavoro", spiega il sindaco Lanzavecchia che racconta nel dettaglio anche che il 24 luglio scorso è stato stilato in Prefettura un protocollo per regolare i flussi stagionali. È ben consapevole in sindaco che senza queste persone la vendemmia non si potrebbe svolgere, ma: "Non compete intanto alla Città di Canelli fare un controllo. Da anni Canelli ha immigrati che lavorano sul territorio, qui non si tratta di politiche migratorie ma di mondo del lavoro. Chi viene a lavorare qui deve avere regolare contratto e una soluzione abitativa, data o dall'agricoltore o dalla cooperativa. Gli imprenditori mi hanno spiegato che non reclutano persone 'dalle panchine'ì e i contratti vengono fatti mesi prima".

E poi la parola caporalato che aleggiava, viene fuori: "Chi raccatta i lavoratori in giro crea il caporalato, sono persone che vogliono risparmiare e che lavorano meno seriamente".

Pur ringraziando la Caritas per l'ottimo lavoro di accoglienza il sindaco non risparmia una frecciatina: "L'accoglienza non può interferire con il mondo del lavoro, esempio se lavoro come bracciante e mi devo pagare vitto e alloggio, non ci sto dentro ma se vado alla Caritas, posso anche lavorare a meno. Dobbiamo mettere in condizione la Caritas di non dover sopperire a ingranaggi del mondo del lavoro".

SOLO 25 PERSONE POSSONO ESSERE OSPITATE

Stante l'emergenza Covid, però la Caritas può ospitare solo 25 persone (prima una quarantina) e altre polemiche a Canelli si sono innescate per non aver permesso altre tende o strutture di accoglienza. "Da precedenti accordi, spiega il sindaco, si è deciso di non mettere altre strutture, non avremmo sopperito al fenomeno e, anzi, ci sarebbe stato un aumento di persone in cerca di lavoro".

 Intanto proprio sul tema "braccianti della vendemmia l’Associazione Sotto il baobab Canelli, la Cooperativa Crescereinsieme e la Caritas di Canelli hanno aperto un “tavolo” di confronto e dibattito, per creare un percorso di sensibilizzazione, formazione e stimolo, rivolto ai ragazzi "che lavorano nelle nostre campagne, ma anche alla nostra città, che di questo lavoro beneficia.
Per questo, giovedì 10 settembre abbiamo incontrato un rappresentante del sindacalista Aboubakar Soumahoro, che prossimamente verrà a Canelli per aiutarci, con la sua grande esperienza di lotta a favore degli “Invisibili”, a dare corpo e gambe a questo progetto".

Betty Martinelli

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