/ Politica

Politica | 22 settembre 2020, 07:30

Fassone (PD): "Più si avvicina la scadenza elettorale, più il sindaco si dimostra insofferente alle critiche"

Il Segretario provinciale del Partito Democratico interviene sulla polemica dei giorni scorsi sulla posizione dei seggi elettorali ad Asti

Fassone (PD): "Più si avvicina la scadenza elettorale, più il sindaco si dimostra insofferente alle critiche"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Segretario Provinciale del Partito Democratico, Riccardo Fassone, a proposito dell'ubicazione dei seggi elettorali ad Asti,

Intervengo, all'esito del referendum, sulla polemica comparsa in questi giorni sulle pagine social e dei giornali che ha coinvolto Michele Miravalle, esponente del PD locale e regionale e il sindaco della Città di Asti, Maurizio Rasero, sulla questione della ubicazione dei seggi elettorali referendari.

Premetto e ricordo che il referendum confermativo è un atto di democrazia costituzionalmente garantito e per cui, nel caso in oggetto, la Suprema Corte Costituzionale ha dichiarato conforme la richiesta di 71 senatori all'Art.138 Cost. 71 senatori di cui 42 di Forza Italia, 9 della Lega, 10 del Gruppo Misto, 5 del PD, 2 d'Italia Viva e 2 del Movimento Cinque Stelle. Pertanto la maggioranza delle firme dei senatori che hanno chiesto di sottoporre la legge al referendum popolare si collocano proprio nel centro destra, che oggi politicamente amministra la città di Asti.

La scelta della data originaria era il 29/03/2020 rinviata per emergenza sanitaria. Non voglio tornare e dilungarmi sulla possibilità delle Regioni di posticipare l'inizio delle scuole e garantire così l'inizio e la continuazione post referendaria dell'anno scolastico, senza l'interruzione di tre giorni. Ipotesi che la Regione Piemonte, di centro destra, non ha attuato e che personalmente ritengo avrebbe da un lato garantito la continuità, ma dall’altro avrebbe gravato ulteriormente sulle famiglie e sui ragazzi, che aspettavano ormai da mesi l'inizio dell'anno scolastico.

Intervengo invece sui toni dei comunicati del sindaco.

Il Partito Democratico a livello locale ha sempre, in questi mesi, avuto nei confronti dell'amministrazione del Comune di Asti, un atteggiamento fortemente responsabile, di collaborazione e di elaborazione di strategie politiche che aiutassero gli astigiani ad uscire da una crisi economica e sociale, che oggi permane e che non va dimenticata. 

Alla forte concentrazione ed esposizione mediatica del sindaco Rasero abbiamo risposto con idee, contenuti e collaborazione. Ai video, abbiamo risposto con documenti. Ai proclami, abbiamo risposto con l'ascolto delle persone che abbiamo incontrato e con cui ci siamo confrontati per suggerire strategie per arginare la grave crisi in atto. 

Un lavoro non per dividere, ma che un partito responsabile come il PD ha fatto per il bene superiore dei cittadini, che meritano di più di una politica urlata ed incapace di essere costruttiva.

Eppure, nel corso degli anni, abbiamo conosciuto i toni poco misurati di un Sindaco che evidentemente mal sopporta osservazioni e critiche. E così nel lungo intervento di replica a Michele Miravalle, contenente anche alcune imprecisioni nel mare di parole, troviamo “A leggere certe sue affermazioni, mi verrebbe da citare il noto detto piemontese - Abbiamo speso tanti soldi per farti studiare, ma…-”. Che sinceramente non suscita alcuna ilarità. Di pochi giorni fa riferendosi alle preoccupazioni sulla situazione della scuola Anna Frank leggiamo “Qualcuno abbia voluto montare ad arte polemiche con finalità che non riesco a comprendere. Sono cose che non solo dispiacciono, ma disgustano”. Non dimenticando quando parlando di un intervento della consigliera Angela Quaglia il Sindaco di Asti disse “questa signora invecchiando perde i colpi e non si accorge delle gravità delle cose che scrive”.

Alcuni esempi che comprovano che più si avvicina la scadenza elettorale, più il sindaco dimostra di essere insofferente alle critiche che gli arrivano non solo dai partiti politici di minoranza ma anche dai cittadini. Forse perché si sta avvicinando il tempo di ammettere di non essere riuscito a portare a termine molte delle promesse fatte in campagna elettorale. 

Il tempo di un bagno di realismo ed umiltà.

Carissimo sindaco Rasero condivido però una cosa del suo intervento “Io e il PD non abbiamo nulla in comune”. Ebbene sì, non abbia nulla in comune su come sta amministrando la città e soprattutto noi useremo sempre toni congrui ad un confronto politico, sia internamente agli organismi istituzionali sia con i cittadini, anche quelli più critici con il nostro operato a livello locale e nazionale.

Probabilmente in una parte del centro destra, visto il sondaggio di qualche mese fa, e in considerazione del contenuto della risposta del sindaco “forse in previsione di una sua prossima candidatura alle elezioni comunali”, il nome di Michele Miravalle suscita qualche ansia. Michele Miravalle è considerato dal Partito Democratico una risorsa per competenza, preparazione e radicamento sul territorio, ma non è certamente compito della maggioranza di questo Comune fare previsioni sul candidato sindaco del PD o del centro sinistra. 

In queste settimane siamo impegnati come Partito Democratico a costruire con le altre forze di minoranza in Comune, con la società civile, con chi non si riconosce in questa amministrazione della città, un progetto che offra al territorio un futuro fatto di idee concrete e non proclami o dirette. Attraverso i nostri consiglieri comunali ed il nostro circolo cittadino lavoreremo a stretto contatto con i rappresentanti in consiglio comunale della minoranza e del centro sinistra, delle espressioni civiche, della società civile per un progetto di territorio che sappia dare una spinta di crescita e di ripresa alla città di Asti. Lavorando con la consapevolezza delle nostre differenze, delle nostre diverse identità, ma con grande rispetto per il dialogo, la sintesi politica e per i toni politici. Lavorando prima sui contenuti che sui nomi. Sintomo di una politica che ascolta, si interroga, si mette in discussione, e accetta le critiche senza alzare gratuitamente i toni del confronto.

Come i cittadini chiedono ad una politica seria. Come una politica seria deve ai suoi territori.

Riccardo Fassone

Al direttore

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium