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Politica | 11 marzo 2026, 10:06

Risorse per la montagna in caduta libera: i fondi diretti delle Regioni crollano del 63%

Secondo i consiglieri Pd Calderoni e Isnardi, i dati della Ragioneria generale dello Stato smentiscono le rassicurazioni del governo e mettono a rischio centinaia di Comuni montani

Mauro Calderoni e Fabio Isnardi

Mauro Calderoni e Fabio Isnardi

Secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato, le risorse destinate alla montagna subiscono una contrazione drastica: i fondi a gestione diretta delle Regioni passano da 200 milioni a 73 milioni di euro, segnando un calo superiore al 63 per cento.

Numeri che, secondo i consiglieri dem Mauro Calderoni e Fabio Isnardi, smentirebbero le rassicurazioni del governo e renderebbero ancora più incerta la situazione per centinaia di Comuni montani, molti dei quali esclusi dai nuovi criteri di montanità previsti dalla recente legge nazionale.

“Con un taglio simile - dichiara Calderoni - sarà difficile che la Regione Piemonte riesca a compensare i Comuni esclusi dalla montanità, come promesso dal presidente Cirio e dall’assessore Gallo. Le risorse a disposizione delle Regioni si riducono drasticamente e questo rende quelle promesse sempre meno credibili. Senza dire che la concorrenza dei nuovi comuni molto popolosi (Cuneo e Mondovì su tutti), divenuti montani grazie alla riforma Calderoli, ridurrà ulteriormente le risorse per le piccole comunità”.

Il problema riguarda anche la sostenibilità complessiva dei conti regionali. “In Consiglio regionale - prosegue Isnardi - la maggioranza sta lavorando a una variazione di bilancio da circa 200 milioni di euro per coprire l’ennesimo buco nella Sanità. In questo quadro diventa evidente quanto sia complicato immaginare nuove risorse per compensare i territori penalizzati dai nuovi criteri”.

“Chi vive e amministra nei territori montani - concludono i consiglieri PD - ha bisogno di certezze e non di annunci. I numeri della Ragioneria raccontano una realtà molto diversa da quella presentata dal governo e rischiano di scaricare sui territori e sulle Regioni il costo di scelte sbagliate”.

Redazione


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