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Cronaca | 12 ottobre 2020, 14:24

A processo per evasione per essere uscito pochi minuti prima del consentito: assolto

La curiosa vicenda ha visto protagonista un nomade sinti che si trovava ai domiciliari

A processo per evasione per essere uscito pochi minuti prima del consentito: assolto

L’essere uscito dall’edificio di Carmagnola (TO) in cui si trovava in detenzione domiciliare alcuni minuti prima di quel che gli era consentito, ovvero alle 9.53 anziché alle 10 del mattino, ha comportato un ennesimo procedimento penale a carico del 46enne Angelo L., nomade di etnia sinti residente nel savonese ma appunto domiciliato a Carmagnola.

Nel corso di un normale controllo, i carabinieri avevano riscontrato che si trovava all’esterno dell’appartamento in cui doveva scontare i domiciliari, individuandolo comunque pochi secondi dopo nel garage del palazzo, dove si era recato a recuperare la propria bicicletta.

Ciò nonostante era scattata una denuncia per evasione dai domiciliari e stamattina la pubblica accusa, rappresentata dalla dottoressa Simona Macciò, visti i suoi numerosi precedenti aveva chiesto per lui una condanna a un anno e due mesi di reclusione.

Richiesta che il Tribunale Penale di Asti, riunito in funzione monocratica nella persona del dottor Marco Dovesi, ha rigettato, accogliendo invece la tesi della difesa, sostenuta dall’avvocato Carlo Bodda, secondo cui “era pacifico che si trattasse di pochi minuti e il recluso era stato reperito nell'immediato con una bicicletta”.

G.M.

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