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Cronaca | 16 ottobre 2020, 17:07

Carcere di Asti, la Polizia Penitenziaria blocca l'ingresso di tre microtelefoni cellulari nel carcere di Asti

I telefoni erano nascosti in una busta indirizzata ad un detenuto nell'ala di massima sicurezza

Carcere di Asti, la Polizia Penitenziaria blocca l'ingresso di tre microtelefoni cellulari nel carcere di Asti

Mercoledì scorso, la Polizia Penitenziaria della Casa Reclusione di Asti, ha bloccato l’ingresso di tre microtelefoni cellulari contenuti in corrispondenza postale ordinaria, indirizzata ad un detenuto appartenente alla criminalità organizzata.

I telefonini erano celati dentro uno spessore di polistirolo, creato artigianalmente con maestria per creare una sorta di nascondiglio: l'interfaccia era costituita da una cartolina di Castel Volturno.

"La Polizia Penitenziaria in servizio, come sempre, ha mostrato eccezionale professionalità e scrupolosa attenzione nell’espletamento dei compiti affidati, spiega
Leo Beneduci, Segretario Generale O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) che continua: "si tratta dell'ennesimo ritrovamento di telefoni cellulari che hanno reso l' Istituto una postazione telefonica contra legem. Dopo anni il legislatore ha previsto la fattispecie penale di introduzione e detenzione di dispositivi atti a comunicare con l' esterno, (compresi i cellulari) che dovrebbe sanzionare effettivamente tale prassi consolidata, constatato il fatto che per l' amministrazione penitenziaria tale problematica non è stata mai risolta e  affrontata. Come sindacato informeremo instancabilmente l'opinione pubblica di ulteriori ritrovamenti e sugli sviluppi di queste vicende che minano la sicurezza degli istituti penitenziari e di riflesso la sicurezza dell'intera collettività”.

Redazione

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