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Attualità | 29 ottobre 2020, 08:31

Emergenza Covid-19, attivare il numero 116-117, la richiesta è del NurSind regionale

"La battaglia si vince sul territorio , casa per casa, nonostante sia già tardi è la cosa più importante da fare"

Immagine generica (Infermieristicamente)

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"In emergenza le strutture si devono aprire e non si devono chiudere per rastrellare personale". A scriverlo in una nota è Francesco Coppolella, segretario del NurSind regionale

Il 9 maggio scorso, su invito del Professor Ferruccio Fazio, il sindacato ha inviato alla Task Force regionale le indicazioni per la riorganizzazione delle cure primarie. Il documento trae origine dalle linee di indirizzo del Ministero per l’attivazione del numero europeo 116117, destinato a sostituire i numeri urbani per l’accesso alla Guardia Medica.

"Non abbiamo mai avuto risposte, spiega Coppolella -. Il servizio 116117 dovrebbe essere attivo 24 ore su 24, ma questa misura importantissima prevista dal 2014 dalla Conferenza Stato-Regioni, è rimasta sulla carta. Chiunque tentasse di comporre il numero scoprirebbe che non è neppure abilitato.
Non è tutto. Componendo il numero urbano di Torino, lo 011-5747 nelle fasce orarie diurne, rispondono operatori tecnici che a fronte di una richiesta non possono fare null’altro che invitare l’utenza a contattare il 112 (che a sua volta inoltrerà al servizio di emergenza sanitaria)".


Il sindacato riflette sul fatto che se Se i professionisti del territorio fossero coordinati da un’unica cabina di regia facente capo al 116117 i risultati potrebbero essere diversi: "tanto per cominciare eviteremmo che i cittadini debbano districarsi in una giungla di numeri, rimbalzando tra numeri verdi e centralini del 112, con multipli passaggi telefonici prima di riuscire finalmente a parlare con un medico".

Questi mesi, quindi sarebbero serviti, secondo il sindacato, per fornire ciò che oggi  manca: "Un accesso diretto per ottenere informazioni da soggetti qualificati (medici o infermieri) e risorse impiegabili sul territorio da utilizzare per le cure a domicilio.
Un simile dispositivo richiede competenze multidisciplinari, in particolare quelle infermieristiche senza le quali nulla potrà essere riorganizzato.

Attivare immediatamente il 116117 dandone ampia pubblicità alla popolazione è quindi fondamentale, così come trasferire l’intera struttura presso il poliambulatorio di via Farinelli a Torino, dove esiste già la predisposizione delle linee telefoniche".


È legittimo ritenere in ogni caso, che il DIRMEI istituito a giugno non sia l’interlocutore più affidabile per organizzare questo servizio, suggeriremmo di rivolgersi ai Presidenti degli Ordini Professionali di Medici e Infermieri che lavorando in sinergia nella Task Force sapranno attingere alle migliori competenze presenti tra le fila dei loro iscritti".

La gestione dell’emergenza Covid, dovrebbe quindi avere deve avere nel 116117, attivo in modo permanente, un canale dedicato, svincolando il sistema di emergenza sanitaria territoriale per quanto possibile.

"È fondamentale - conclude Coppolella - un sistema di tracciamento che consenta una visualizzazione in remoto dei parametri vitali dei soggetti a domicilio in modo da garantire un intervento rapido. Quest’aspetto è molto difficile per l’infimo livello tecnologico delle Centrali Operative, in proposito siamo certi che la Regione avrà certamente canali dedicati per coinvolgere attivamente il Politecnico di Torino".

Redazione

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