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Solidarietà | 07 marzo 2026, 13:28

Ago e filo in piazza: “Fili Resistenti” tesse diritti e dialogo nel cuore della città

Il gruppo di ricamo femminista porta in piazza San Secondo quadretti colorati e conversazioni sui diritti delle donne, con appuntamenti il 7 e il 28 marzo

Una sedia, un gomitolo di lana e la voglia di stare insieme: basta poco per partecipare agli incontri di Fili resistenti, il gruppo che il oggi e il 28 marzo impegna piazza San Secondo dalle 11 alle 13 con aghi, ferri da maglia e parole. Il titolo scelto è volutamente provocatorio: "Donne: non un giorno ma decenni di lotta", a ricordare che l'8 marzo non esaurisce la riflessione sui diritti femminili.

L'affluenza della prima giornata ha sorpreso le stesse organizzatrici. Tra i presenti anche ragazzi e bambini, nuovi arrivi inattesi che hanno arricchito la composizione del gruppo. Alcuni erano già conosciuti, altri invece semplici passanti che si sono avvicinati per curiosità, si sono seduti e hanno cominciato a lavorare con le mani e ad ascoltare.

Il ricamo come atto di resistenza

Fili Resistenti non è un semplice gruppo di ricamo. La sua filosofia è quella di intendere il lavoro all’uncinetto come momento per riflettere, canale di comunicazione efficace, atto di resistenza silenzioso e strumento per rafforzare veri legami tra donne, creando spazi di espressione e condivisione. Gli incontri regolari si tengono tutti i mercoledì al Foyer delle Famiglie dalle 17:30 alle 19:30.

Il filo dei diritti

L'iniziativa del 7 marzo ha avuto come filo conduttore - letterale e metaforico - la costruzione collettiva della frase "I nostri diritti non si toccano": quadretti di 10x10 cm lavorati all'uncinetto o ai ferri, da assemblare insieme. Il lavoro manuale, spiega l’organizzatrice Dennis Marcela, è servito a creare uno scenario in piazza collettivo, per permettere alle persone di parlare della loro impressione, sensazione e dei propri pensieri sullo stato attuale dei diritti delle donne.

"All'inizio nessuno voleva parlare", ma il giro di presentazioni ha fatto da catalizzatore: "tutti hanno detto qualcosa, è stato molto bello". Non solo le donne: una ragazza è arrivata perché il suo ragazzo le aveva condiviso la locandina dell’iniziativa, e lui stesso si è poi seduto a lavorare con gli altri. La presenza maschile, inattesa, è stata accolta come una ricchezza.

Al centro della riflessione c'è anche la dimensione dell'ascolto. "Non siamo abituati ad ascoltare, siamo sempre pronti a rispondere ma mai ad ascoltare": questa consapevolezza è uno dei motori dell'iniziativa, che punta a costruire uno spazio di ascolto autentico, non solo di lavoro manuale.

Il prossimo incontro

Il secondo appuntamento, il 28 marzo, si inserirà in un'iniziativa di portata nazionale: la Rete nazionale 10, 100, 1000 piazze di donne per la pace. L'obiettivo è manifestare in contemporanea in tutta Italia per testimoniare il rifiuto alla guerra e l'impegno nella costruzione di una pace nata dal basso. Il lavoro di tessitura collettiva verrà completato proprio quel giorno, unendo il filo del ricamo al filo della mobilitazione civile.

Per partecipare basta presentarsi in Piazza San Secondo con uncinetto o ferri da maglia e gomitoli di lana, chi non sa tessere può imparare sul posto.

Giulia Frontino

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