Proprio come se ci si trovasse ad assistere ad un brutto film già visto, anche in questa seconda ondata di Covid l’elemento più ricorrente sta gradualmente diventando la gestione dell’emergenza pandemica nelle strutture per anziani.
Su questo delicatissimo fronte si aggiunge, ai numerosi casi da noi già trattati nei giorni e nelle settimane scorse, la situazione venutasi a creare presso la Casa di riposo Venanzio Santenera di Villafranca d’Asti, dove la stragrande maggioranza degli anziani ospiti, in gran parte non più autosufficienti, è risultata positiva ai tamponi rapidi cui sono stati sottoposti martedì.
TRENTA OSPITI E SETTE MEMBRI DEL PERSONALE POSITIVI
Al netto delle voci che si rincorrono tra i parenti degli ospiti, i dati ufficiali resi noti dalla struttura parlano di un totale di 30 ospiti positivi su 35, al momento tutti asintomatici, oltre a 7 operatori e alla direttrice della struttura (unica dipendente della Casa di riposo, poiché tutto il resto del personale è a carico della cooperativa che la gestisce), in quarantena ormai da inizio novembre e pertanto prossima a sottoporsi a un nuovo tampone per accertare l’eventuale e auspicabile negativizzazione.
UNA SOLA INFERMIERA PER TUTTI GLI OSPITI, IN GRAN PARTE NON AUTOSUFFICENTI
I parenti degli ospiti, comprensibilmente preoccupati per le condizioni di salute dei propri cari, chiedono informazioni che, apparentemente, al momento nessuno presso la struttura sembra essere in grado di fornire. Inoltre lamentano il fatto che da alcuni giorni il lavoro svolto da tre infermiere, che hanno lasciato per motivazioni personali, se lo stia accollando tutta da sola una quarta operatrice sanitaria recentemente assunta.
“Le informazioni che le sono state fornite sono corrette – ci ha confermato Carlo Binello, presidente della Casa di riposo – ma tenga conto che le tre infermiere non erano presenti insieme per l’intera giornata. La collega che è subentrata ha ampliato l’orario di lavoro e si prende cura di tutti i pazienti in modo estremamente scrupoloso e diligente. Inoltre, ci siamo dotati di una psicologa che organizza videochiamate per consentire ai parenti di dialogare con i loro cari”.
IL PRESIDENTE DELLA CASA DI RIPOSO: "SBATTIAMO CONTRO UN MURO DI MANCATE RISPOSTE"
Resta il fatto che un’unica operatrice sanitaria chiamata a occuparsi di 36 anziani in gran parte non autosufficienti necessita di supporto e ne sono ben consapevoli gli stessi responsabili della struttura: “Abbiamo fatto presente la situazione a chi di dovere, ma finora non ci ha risposto nessuno – ha aggiunto il presidente Binello – Anche se, come le dicevo, sono tutti asintomatici e pertanto la situazione è sotto controllo, abbiamo necessità di un supporto e auspichiamo che Asl, Croce Rossa o Protezione Civile mandi qualcuno. Personale infermieristico, badanti… la cooperativa (subentrata da poche settimane ad una precedente gestione, mantenendo l’intero personale, ndr.) è disposta ad assumere ma non troviamo nessuno. In molti hanno paura: sbattiamo contro un muro di mancate risposte”.














