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Economia e lavoro | 20 novembre 2020, 09:30

Da Cia Asti e Piemonte allarme per gli agriturismi. Moltre strutture ancora senza bonus

Carenini e Durando: "Situazione inaccettabile. Ad oggi molti agriturismi ancora non hanno ricevuto il contributo previsto di 2.500 euro per le attività di ristorazione e di 1300 euro per le strutture ricettive”

Da Cia Asti e Piemonte allarme per gli agriturismi. Moltre strutture ancora senza bonus

Sono passati ormai 6 mesi dall’approvazione del Riparti Piemonte e dal Riparti Turismo che avrebbero dovuto dare una boccata d’ossigeno alle attività maggiormente colpite dalla crisi generata dalla pandemia Covid-19, ma ad oggi molti agriturismi ancora non hanno ricevuto il contributo previsto di 2.500 euro per le attività di ristorazione e di 1300 euro per le strutture ricettive”. A denunciare la situazione sono Cia Piemonte e Cia Asti con i presidenti Gabriele Carenini e Alessandro Durando.

Il contributo che sarebbe dovuto arrivare in pochi giorni con un semplice click - spiegano Carenini e Durando – purtroppo la solenne promessa della giunta regionale si è persa nei meandri della burocrazia. A maggio è stata prima approvata la legge regionale Riparti Piemonte, poi è stato sottoscritto il protocollo su Riparti turismo siglato anche da Cia, ma per gli agriturismi è iniziata una vera e propria odissea”.

Prima il problema dei codici Ateco primari e secondari - sottolinea la Cia -  poi la distinzione tra Bonus turismo e Bonus Piemonte, poi ancora i problemi dei dati discordanti tra Finpiemonte, Unioncamere, piattaforma Ross1000, poi la necessità di un'ulteriore delibera che ripescasse le attività escluse dal beneficio hanno determinato un continuo rinvio della possibilità di presentare domanda di contributo. E anche i fortunati che sono riusciti a presentare domanda, in molti casi, non hanno ancora ricevuto un euro”.

Nel frattempo il virus è ritornato prepotentemente alla carica e gli agriturismi sono di nuovo chiusi. “È una situazione insostenibile – denuncia Cia Piemonte - gli imprenditori che hanno investito nel settore per continuare l’attività, accollandosi tutti gli oneri per rispettare i protocolli di sicurezza, da un lato hanno visto vanificati i propri sforzi con la nuova chiusura e dall’altro subiscono anche la beffa di non ricevere neppure quel ristoro parziale che la Regione aveva promesso”.

Abbiamo trasmesso più e più volte alla Regione l’elenco degli agriturismi che avrebbero avuto diritto ai bonus, ma gli uffici regionali hanno continuato a rinviare la questione di settimana in settimana. Ora il portale per la presentazione delle domande è chiuso e molti agriturismi sono rimasti esclusi. È una situazione inaccettabile. Chiediamo  - concludono Carenini e Durando - che venga di nuovo concessa la possibilità di far domanda per il Bonus Piemonte a chi non è ancora riuscito a presentarla non per negligenza, ma a causa delle troppe “trappole” burocratiche,  e che vengano inseriti una volta per tutte tra i beneficiari tutti gli agriturismi, ai quali dovranno essere pagate con celerità sia le richieste già presentate che quelle nuove”.

Comunicato stampa

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