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Attualità | 23 novembre 2020, 16:47

Il neonato pretermine, un universo da conoscere ed esplorare. La testimonianza di una pediatra astigiana

Dalla Giornata mondiale del neonato nato pretermine, la sensibilizzazione. In Piemonte ogni anno 3000 bimbi vengono al mondo prima della 37esima settimana. "Ricordo una bimba che mi fu portata dentro un calzino"

Il neonato pretermine, un universo da conoscere ed esplorare. La testimonianza di una pediatra astigiana

In questi giorni si è celebrata la “Giornata mondiale del neonato nato pretermine“, un momento per sensibilizzare su un argomento tanto diffuso, quanto poco conosciuto. Il 10% circa il numero dei nuovi nati pretermine in Italia.

In Piemonte ogni anno 3000 bimbi vengono al mondo prima della 37esima settimana.

Piccoli delicati, ma con una forza incredibile, che devono essere aiutati nel percorso di crescita verso una nuova nascita. E con loro tutta la famiglia che deve fare i conti con un certo disorientamento iniziale, fatto anche a volte da sensi di colpa: tutti insieme devono capire come gestire una situazione difficile ma il percorso, non è solo ad ostacoli, porta anche con sé una grande consapevolezza, amore e soddisfazioni.

La testimonianza di chi è sul campo da più di trent'anni

Abbiamo voluto affrontare il delicato argomento con una pediatra astigiana, Rossana Bagna che, prima come studentessa universitaria e poi come lavoro della vita, si dedica proprio ai più piccoli e fragili alla Neonatologia della Clinica Universitaria Sant’Anna di Torino, diretta dal professor Enrico Bertino.

Praticamente entrata come studentessa nel 1987, la dottoressa Bagna dal 1992 lavora al servizio dei prematuri e neonati più fragili e attraverso le nostre righe racconta la sua esperienza.

Nessuna coppia pensa che il proprio bambino possa nascere prima del tempo, spesso si vive come una tragedia e innesca un vero senso di colpa soprattutto nella mamma”, ci spiega la dottoressa che rimarca come non ci sia molta conoscenza, in generale, sull’argomento, "si sa quasi tutto di un'appendicite o di ulcere, piuttosto che di fratture ma la conoscenza sulle nascite pretermine è quasi nulla".

Le famiglie dei bimbi pretermine

"Le famiglie hanno soprattutto il timore di non essere all’altezza o di fare del male al bambino, data l’inesperienza, ma il supporto del personale, anche psicologico è fondamentale. È praticamente una nuova rinascita per tutta la famiglia. Il nostro concetto di assistenza al neonato pretermine, il primo concetto è, come gruppo  l’assistenza in toto a tutta la famiglia. Si crea proprio un' unione tra i genitori che spesso instaurano lunghi rapporti”.

Bambini anche piccolissimi di 5/600 grammi, di 23 settimane, con un attaccamento incredibile alla vita.

Nei reparti di Terapia Intensiva neonatale per la famiglia, è possibile stare vicino sempre al proprio bambino. “Ora per l’emergenza Covid, c’è qualche accorgimento in più – spiega la dottoressa - ma i genitori possono stare vicino al loro bimbo e imparare ad accudirlo essendo parte attiva dai primi momenti”.

Gesti che possono sembrare semplicissimi ma che diventano fondamentali per la crescita dei piccini, dal tocco delicato delle mani, al riconoscimento delle voci.

Ho fretta di nascere... aiutatemi

Le cause di una nascita “frettolosa” possono essere diverse: da un’infezione o ipertensione materna, o bimbi in cui la nutrizione non era più adeguata, diversi gemelli, soprattutto gemelli derivanti da fecondazioni assistite.

Una tecnologia di avanguardia, metodiche terapeutiche nutrizionali, l’alta umanità e l’assistenza personalizzata, fanno di questo reparto un grande supporto per la famiglia, che non si sente mai un “numero” ma un nucleo familiare, dove il bambino è al centro.

Una quindicina di persone, tanti specializzandi e un numero di bambini intorno ai 17, i numeri della Neonatologia universitaria, con piccoli pazienti che arrivano dal Piemonte e la possibilità di avere degli alloggi individuati per chi arriva da più lontano.

Il personale e i genitori che lo desiderano, fanno parte dell’Associazione piccolipassi onlus che serve a sostenere l’assistenza stessa del neonato e le famiglie. A livello nazionale esiste anche “Cuore di maglia”  dove si preparano, copertine, cuffiette e i piccoli polipi che simulano con i tentacoli il cordone ombelicale delle mamme.

“I nostri neonati vengono totalmente rispettati nel loro ambiente, cercando di renderlo più naturale possibile, non ci sono luci forti, sono contenuti come un nido, a mimare l’ambiente uterino, l’incubatrice è coperta da un telo/copertina che possono confezionare i nonni o i genitori che poi possono decidere di tenerle o di regalarle ad altre famiglie. All’esterno la tecnologia lavora per aiutarli”.

Un ricordo emozionante

Ricordo una bimba piccolissima delle nostre montagne torinesi, ci racconta la dottoressa Bagna, figlia di pastori, nata in una notte in contemporanea con una capretta, mentre il suo papà, nella stalla faceva nascere la capretta, lei ha deciso di nascere in anticipo mentre il 118 arrivato sul posto si è trovato alle prese con qualcosa di più grande di loro, per fortuna la piccola respirava autonomamente, nonostante fosse alla 25esima settimana. Per portarla da noi è stata messa in una calza”.

Betty Martinelli

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