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Cronaca | 08 gennaio 2021, 07:30

Questa mattina a Moncucco Torinese l'ultimo saluto a Beppe Fassino

72 anni, si è spento nella notte fra il 5 e 6 gennaio all'ospedale di Carmagnola. Il sindaco di Castelnuovo Don Bosco: "Pioniere della valorizzazione, del buono e del bello che ha la nostra terra"

Giuseppe Fassino durante un convegno (foto Osservatorio del paesaggio)

Giuseppe Fassino durante un convegno (foto Osservatorio del paesaggio)

Si celebreranno questa mattina alle 10 nella chiesa parrocchiale di Moncucco Torinese i funerali di Giuseppe "Beppe" Fassino. 

72 anni, è deceduto nella notte fra il 5 e 6 gennaio all'ospedale di Carmagnola, dove era stato ricoverato a causa di un aggravamento dovuto all’infezione da Covid 19. 

Perito agrario, è stato coordinatore provinciale e regionale di Coldiretti, ma anche consigliere provinciale ad Asti nel collegio di Castelnuovo Don Bosco e, dal 1985 al 1995, anche assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca

Nato a Moncucco Torinese, è però sempre stato a Castelnuovo Don Bosco, con la figlia Daniela, titolare della Italian Wine Travels, agenzia viaggi di carattere enogastronomico.

Il ricordo del sindaco di Castelnuovo Don Bosco, Antonio Rago

Grazie caro Beppe, perché eccezionale è stato il tuo impegno di giornalista e di conferenziere nello spiegare il valore di queste terre e dei suoi pregiati prodotti ma anche dei suoi notevoli abitanti come, don Bosco, e i santi Castelnovesi.

Sei stato un pioniere della valorizzazione, del buono e del bello che ha la nostra terra. Un vero e proprio cantore delle nostre colline e del nostro vino: a partire dal Freisa. Tanto da averle dedicato una bella Bottega del Freisa nella tua Moncucco,

Sei stato l'anima quasi esclusiva della promozione del territorio, in un tempo in cui nessuno l'avrebbe detto. E hai vissuto gran parte della tua vita, soprattutto per il tuo Piemonte, per il tuo Monferrato - Astigiano, per la tua Moncucco.

Ogni qualvolta che ebbi la fortuna di incontrarlo, con la sua inseparabile macchina fografica, in uno dei suoi convegni, ripeteva a gran voce quello che si doveva fare per queste terre, per renderle sempre più appetibili e per valorizzarle al meglio: viverle e amarle, senza pregiudizi e senza condizioni, solo con i piedi per terra, ben saldi in una delle nostre vigne, in cima alla collina. 

Buon viaggio Beppe

Elisabetta Testa

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