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Attualità | 12 gennaio 2021, 15:00

Vaccini, cosa fare se qualcuno non si presenta per la dose? I chiarimenti del direttore generale Asl At Flavio Boraso

Dopo il caso successo nel modenese, con vaccini somministrati a parenti ci si interroga sulle dosi. Ad Asti con oggi si superano i 3000 vaccinati

Vaccini, cosa fare se qualcuno non si presenta per la dose? I chiarimenti del direttore generale Asl At Flavio Boraso

Vaccini, cosa fare se qualcuno non si presenta per la dose? Si rischia lo spreco? Dopo il caso scoppiato alla Ausl di Baggiovara (Modena), con vaccini anti-Covid somministrati ad amici e parenti, anche se non inseriti nelle liste prioritarie, ci si interroga sulla gestione delle dosi per evitare gli sprechi.

Un episodio che ha innescato polemiche e riflessioni, dove la Ausl si è scusata e il commissario straordinario Arcuri ha parlato addirittura di "reato contro la morale e la salute".

La situazione vaccinale ad Asti

E alla Asl di Asti come ci si sta comportando in merito? Abbiamo affrontato l’argomento con il direttore generale Flavio Boraso, insediatosi solo da inizio anno ma che ha già le idee ben chiare sulla macchina che ha iniziato a guidare

Intanto il sistema vaccinazioni in Fase 1, forse partito un po’ in sordina, ha avuto una decisa accelerazione a ieri sono state vaccinate 2788, di cui 220 nelle case di riposo.

“Ne facciamo 500 o più al giorno, spiega Boraso, dopo una partenza più tranquilla e oggi si supereranno ampiamente i 3000”.

Sull’episodio del vaccino somministrato ad amici e parenti spiega: “Restiamo nel perimetro delle indicazioni regionali, se per qualunque motivo qualcuno non potesse essere vaccinato e restano delle dosi, si contattano le persone in lista tra gli aventi diritto, tra medici o dipendenti ecc...".

Le linee di indirizzo del Dirmei

"Anche se dal punto di vista teorico potrebbe avere un senso - rimarca - non deve passare un messaggio del genere. Occorre stare attinenti alle regole, si deve passare ai successivi prenotati. Ieri, per esempio, 13 persone in elenco non sono state vaccinate per motivi personali e allora si sono attivati percorsi di ‘chiamata alle armi’. I prenotati sono rigidi ma la gestione diventa plastica, però si deve rimanere nelle linee di indirizzo del Dirmei”.

Un incontro in tribunale per i consensi nelle Rsa

Nelle Rsa sono state raddoppiate le equipe dei vaccinatori, che presto saranno triplicate. “Siamo partiti dagli operatori, il problema più complicato era quello del consenso”.

Venerdì si è tenuto un incontro, a questo proposito, in Procura anche con il giudice tutelare, a cui hanno partecipato anche il direttore della Asl Cn2 e della Asl To5 che afferiscono al tribunale di Asti in cui è stato definito un protocollo per la gestione dei consensi inviato ieri a tutte le strutture. “Si velocizzerà il sistema alla luce del decreto pubblicato il 5 gennaio. Al momento se ne fanno circa 90 al giorno”.

Il "caso Marello"

Fino al 27 dicembre, la Casa di riposo Monsignor Marello che attualmente ospita 80 positivi su 110 ospiti, era Covid Free, “una velocità abbastanza anomala, sottolinea il dg Boraso, di solito occorrono settimane perché si sviluppi un focolaio, qui è stato più un ‘fuoco di paglia’. Come commissione di vigilanza siamo intervenuti subito il 30 anche alla luce dei sierologici, integrando il personale infermieristico che era in sofferenza e ora sono tutti monitorati, sono iniziati i molecolari e si partirà appena possibile con la vaccinazione”.

Come campagna vaccinale si è naturalmente partiti dalle case di riposo astigiane Covid free, che sono al momento circa il 50%.

Non c’è un caso Marello e non c’è un caso Asti, spiega ancora Boraso – interveniamo a sostegno o con la vigilanza ma molto viene demandato all’ente di gestione della struttura”.

Una risposta anche ai privati della sanità

La direzione della Asl ha scritto a tutti gli ordini delle professioni sanitarie. “Vogliamo dare una risposta ai professionisti che non lavorano in modo istituzionale, privati ecc, che non sono intercettati da noi, ma che, grazie agli ordini professionali possiamo intercettare per le vaccinazioni. Ci stiamo impegnando, conclude Boraso, eravamo un po’ la Cenerentola del Piemonte, abbiamo messo a punto una buona organizzazione e ringrazio tutti i collaboratori che rispondono con forza ed energia”.

Betty Martinelli

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