Il Decreto rilancio del maggio scorso, poi convertito in legge il 17 luglio, prevede che dal primo gennaio scorso le Regioni siano autorizzate, anche in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione, a incrementare la spesa di personale, per rafforzare i servizi di assistenza domiciliare e i servizi infermieristici, con l'introduzione dell'infermiere di famiglia o di comunità, con reclutamento di non più di 8 infermieri ogni 50.000 abitanti, attraverso assunzioni a tempo indeterminato. Anche la Regione Piemonte ha determinato il potenziamento dei servizi infermieristici distrettuali con l’implementazione dell’infermiere di famiglia o di comunità, indicando la ripartizione delle risorse stanziate suddivise per Asl secondo quanto previsto dalla normativa sopracitata.
A seguito della pubblicazione delle graduatorie dei bandi regionali di personale infermieristico con particolare riferimento a quello di 36 mesi, per fare maggiore chiarezza, Francesco Coppolella, Coordinatore Regionale NurSind Piemonte, ha inviato una lettera a tutte le Asl del Piemonte per chiedere di essere messo a conoscenza su quali siano i piani di fabbisogno di questo personale per l’anno corrente e quante eventuali assunzioni sono previste per il trimestre in corso.
NURSIND CHIEDE CHIAREZZA ANCHE DA PARTE DELL'ASL AT
“Come in tutto il Piemonte, anche per quanto riguarda la nostra provincia – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale NurSind Asti – chiediamo alla direzione dell’Asl-At solamente di essere messi a conoscenza su quali sono gli interventi in atto in Azienda per il reclutamento di questo personale, che ricordiamo sarà impiegato anche per la vaccinazione di massa”
“Siamo stati i primi a chiedere a gran voce una Sanità più capillare sul territorio e l’inserimento dell’infermiere di famiglia o di comunità. Da anni – prosegue Montana – sosteniamo che questa figura professionale sia fondamentale per gestire le cronicità al domicilio ed evitare che si trasformino in acuzie che devono poi essere curate in ospedale andando a sovraffollare i reparti ed i Pronto Soccorso”.
“Questo aspetto era importante prima ancora dell’arrivo del coronavirus – spiega il segretario NurSind – ma ora è un elemento chiave per evitare il sovraffollamento delle strutture ospedaliere già messe a dura prova dalla pandemia”.
Questi nuovi ingressi, per i quali lo Stato ha previsto lo stanziamento di finanziamenti extra, non andranno a influenzare i tetti di spesa fissati per le singole Asl. Secondo il rapporto stabilito dal Decreto (non più di 8 unità ogni 50.000 abitanti), per quanto riguarda il territorio astigiano dovrebbero essere previste 33 assunzioni per gli infermieri di famiglia o comunità.
Ad Asti, in questo momento, la graduatoria a tempo indeterminato per l’assunzione degli infermieri è stata completata, ma ne resta una a tempo determinato (a tre anni) in cui figurano 120 infermieri in attesa d’assunzione.








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