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Cronaca | 25 gennaio 2021, 12:57

Coppo: “Non cerco casa ai rom, continuo a lavorare in prospettiva della chiusura dei campi”

Il vicesindaco replica a quanti lo hanno criticato per aver chiesto alla Federazione immobiliaristi la disponibilità di immobili sotto i 20.000 euro

Coppo: “Non cerco casa ai rom, continuo a lavorare in prospettiva della chiusura dei campi”

“La tematica dei campi rom è molto utilizzata per andare politicamente contro qualcuno che sta lavorando per ottenere risultati su questo fronte, nel quale nessuno ha mai fatto niente prima”. Così Marcello Coppo, vicesindaco di Asti con delega al superamento dei campi rom, ha commentato le reazioni provocate da un articolo, pubblicato sulle pagine regionali del quotidiano “La Stampa”, in cui sono riportate sue dichiarazioni relative la ‘road map’ che dovrebbe portare, entro l’anno, alla chiusura del campo di via Guerra.

“Ribadisco anche a voi quello che ho detto alla vostra collega – ha affermato – Ovvero che ho contattato Enrico Fenoglio, presidente della Fimaa Asti (Federazione degli agenti immobiliari, ndr.) per chiedergli la disponibilità di case in vendita ad un prezzo massimo di 20.000 euro”. “Sia chiaro, però, che il Comune funge semplicemente da intermediario – ha rimarcato – e che gli eventuali rom non sono necessariamente gli unici potenziali acquirenti. Immobili come quelli, magari ereditati e ‘dimenticati’, possono interessare a chi, ad esempio, vuole comprarsi una seconda casetta in campagna”.

“Pertanto non capisco continua Coppo chi mi accusa di ‘fare un piacere ai rom’ quando semplicemente agisco per fargli presente che, visto che da lì se ne dovranno per forza andare, sul mercato ci sono eventualmente delle case dove potrebbero andare a vivere”. L’obiettivo, come più volte ribadito dal vicesindaco, è “chiudere la partita” (e il campo) entro la fine dell’anno. Il prossimo passo in tal senso sarà l’individuazione, prevista entro la prima metà di febbraio, di un’area in cui ospitare temporaneamente eventuali famiglie che, all’atto della promessa chiusura, non avessero ancora trovato una sistemazione.

Non un vero e proprio campo temporaneo, anche se Coppo ha ribadito di aver preso contatti con la Croce Rossa per l’eventuale gestione, ma un punto d’appoggio fuori dal concentrico e lontano da insediamenti produttivi o frazioni. “Stiamo valutando tre possibili aree che riteniamo adatte – ha concluso Coppo – Nelle prossime settimane decideremo quale sarà quella definitiva”.

Gabriele Massaro

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