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Cronaca | 13 febbraio 2021, 15:00

Tornerà in aula a fine marzo il processo per violenza sessuale inficiato dalla lettura anticipata della sentenza

Il procedimento vede imputato un uomo accusato di anomale attenzione nei confronti della figlia, all’epoca minorenne, che avrebbe anche minacciato

Immagine generica di violenza in famiglia

Tornerà il 31 marzo prossimo in Tribunale ad Asti, dopo l'annullamento della precedente condanna a undici anni, il processo a un uomo accusato di violenza sessuale sulla figlia. Si tratta del caso della sentenza letta, nel dicembre 2019, dal giudice ancor prima di ascoltare la difesa e subito dopo stracciata in aula (CLICCA QUI per rileggere l'articolo).

La vicenda vede imputato un padre di Asti, con l'accusa di aver violentato sua figlia, nel 2016, periodo in cui questa era ancora minorenne. Gli atteggiamenti sessuali espliciti si sarebbero verificati anche quando l'uomo, in quel periodo in carcere, tornava temporaneamente a casa grazie ai permessi premio. Difeso dall'avvocato Silvia Merlino, l'uomo ad oggi è libero.

Il padre dovrà rispondere anche dell'accusa di aver minacciato la figlia, dicendole che, se fosse andata via di casa prima dei 18 anni, avrebbe ammazzato la madre e sarebbe andato a cercarla.

L'uomo è stato anche accusato di averla disturbata con sms ripetuti in cui le scriveva di amarla.

Tra gli imputati anche la madre della ragazza, difesa dall'avvocato Alberto Masoero, accusata di aver tollerato gli atti del marito.

La ragazza, che oggi ha ventidue anni, difesa dall'avvocato Roberto Caranzano, si è costituita parte civile.

Elisabetta Testa

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