/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 16 febbraio 2021, 20:10

Stop allo sci, la lettera di Cirio a Draghi: "In Piemonte persi 60 milioni, i ristori devono coprirne almeno la metà"

Il governatore fa una stima dei danni e chiede un forte intervento del governo. Ribadisce poi la necessità di convocare al più presto la Conferenza delle Regioni "in modo da avviare un nuovo percorso di confronto"

Alberto Cirio sulla neve

Alberto Cirio

Ristori immediati e una nuovo percorso di confronto istituzionale: è quanto chiede il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nella lettera inviata al premier Mario Draghi riguardo lo stop improvviso alla stagione sciistica, a circa 12 ore dalla riapertura degli impianti prevista per lunedì 15 febbraio. Una decisione che, ha spiegato il governatore, "è stata percepita come una mancanza di rispetto umana e istituzionale". Cirio ha poi sottolineato di non aver digerito il metodo della decisione, più che il merito. E ha quantificato i danni: "I ricavi annuali del sistema impiantistico piemontese dello sci ammontano a circa 60 milioni di euro. Servono ristori per almeno metà di questa cifra".

Ecco il testo della lettera del presidente della Regione Piemonte:

"Illustre Presidente, come Lei sa, l’ordinanza del ministro della Salute Speranza che ha bloccato la ripartenza dell’attività degli impianti sciistici, a meno di 12 ore dall’apertura prevista dal Dpcm del 14 gennaio e confermata dal Cts il 4 febbraio, ha generato un profondo sconcerto tra gli operatori del settore e le Istituzioni locali. Stiamo parlando di un comparto che rappresenta il primo prodotto turistico del Piemonte, e di altre regioni italiane, e su cui si basa non solo una parte importante del nostro sistema economico, ma anche la vita di migliaia di famiglie.

Per questa ragione, l’aver assunto una decisione così delicata in modo tardivo e senza alcuna forma di coinvolgimento, non solo degli Enti locali ma anche di chi quotidianamente lavora per dare un futuro alle nostre montagne, uno dei patrimoni più preziosi del Paese, è stata percepita come una mancanza di rispetto umana e istituzionale. Io rappresento una Regione che fin dall’inizio di questa terribile pandemia ha affrontato l’emergenza con un atteggiamento di grande e costante prudenza, assumendo decisioni difficili per proteggere la salute dei cittadini ancor prima che provvedimenti analoghi venissero assunti ufficialmente a livello centrale. Ciò che ci amareggia e riteniamo irricevibile, quindi, non è il merito bensì il metodo di questa decisione, che vogliamo però considerare come l’ultimo residuo di una modalità a cui il precedente Governo ci ha purtroppo messo di fronte spesso. Per questo mi rivolgo a Lei, nella certezza che il suo Esecutivo vorrà avviare un nuovo percorso di confronto istituzionale e di condivisione su tutti gli ambiti, a partire da quelli che riguardano più direttamente l’emergenza sanitaria, economica e sociale che stiamo affrontando.

Ieri mattina ho convocato con urgenza una seduta straordinaria della Giunta regionale al fine di analizzare, insieme ai rappresentanti del settore invernale, le conseguenze della decisione assunta dal Ministero della Salute domenica sera e definire quelle che per noi rappresentano adesso le priorità. A cominciare dai ristori: i ricavi annuali del sistema impiantistico piemontese dello sci ammontano a circa 60 milioni di euro. Sul modello francese, ciò che chiediamo è che ne venga ristorato almeno il 50%. Un ulteriore indennizzo, però, deve anche essere previsto per i costi aggiuntivi causati dalle cinque “false partenze” subite dal comparto fin dall’avvio della stagione invernale (la prima per il ponte dell’Immacolata, poi ancora il 20 dicembre, il 7 e 18 gennaio e adesso il 15 febbraio), che hanno generato un aumento dei costi fissi del 20%, circa 12 milioni di euro, che chiediamo siano indennizzati al 100%.

Nell’incontro di ieri pomeriggio con il ministro Garavaglia ci è stato assicurato che l’entità e la modalità dei ristori saranno definite entro la settimana corrente e noi ci appelliamo a Lei affinché ciò avvenga, perché parliamo di un settore che ha visto azzerato il fatturato di una intera stagione e che, dall’inizio della pandemia, non ha ancora ricevuto nessun tipo di sostegno specifico da parte dello Stato. Sempre nell’incontro con il ministro Garavaglia ho chiesto che gli impianti di risalita siano inseriti tra gli obiettivi su cui poter intervenire attraverso le risorse del Piano “Next Generation EU” (PNRR), e anche in questo caso mi rivolgo a Lei certo che tale richiesta sarà tenuta nella giusta considerazione. La Regione Piemonte ha sempre agito con tempestività e anche su questo tema, nei mesi scorsi, ha già assunto una delibera che prevede un sostegno economico al settore di 20 milioni di euro, di cui 5,3 verranno resi immediatamente disponibili per supportare i comprensori sciistici e i loro lavoratori in questo complesso momento.

Al ministro Gelmini, infine, abbiamo chiesto la convocazione urgente della Conferenza delle Regioni per confrontarci sulle azioni da intraprendere. Auspico che Lei voglia partecipare all’incontro: sarebbe un segno tangibile della Sua attenzione alle difficoltà che stanno vivendo famiglie e operatori e l’occasione per avviare un dialogo nuovo e costruttivo tra lo Stato e le Autonomie locali, che possa restituire credibilità al ruolo che siamo chiamati a svolgere noi rappresentanti delle Istituzioni. Con stima".

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium