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Attualità | 28 marzo 2021, 19:01

La storia della settimana è un racconto di resilienza al tempo del covid-19

Ecco come due tenaci sorelle hanno saputo adeguare, con lungimiranza e determinazione, la loro attività commerciale

Lucia e Cristina Quinto

Le sorelle Lucia e Cristina Quinto fotografate nel loro negozio da Efrem Zanchettin - MerfePhoto

Anche se, nello specifico, la giornata che volge al termine è stata particolarmente concitata e ricca di notizie di grande rilievo, non vogliamo far venir meno l’apprezzato appuntamento con la ‘Storia della settimana’.

Ovvero lo spazio che, ogni domenica, destiniamo alla riproposizione di quello che a nostro parere è stato il racconto più significativo dell’intera settimana.

Oggi, in particolare, vogliamo riproporvi una bella storia di tenacia e resilienza… al tempo del covid.

LA TRASFORMAZIONEDEL WELLNESS FRUIT BAR

"Ce la faremo".

Se serve avere grinta, resilienza e voglia di reinventarsi, le due sorelle Cristina e Lucia Quinto ne hanno da vendere e raccontano un altro esempio di forza dei commercianti astigiani.

La crisi provocata dall'emergenza Covid ha morsicato duro anche le loro attività e un pezzo per volta ne ha modificato le trame.

Il Wellness fruit bar... cambia volto

Dal 2017 in via Gobetti c'è il Wellness fruit bar, nato come esperienza vegano - crudista, ma che ha allargato gli orizzonti nel tempo, mantendendo l'impostazione su salute e benessere.

Una zona bella e favorevole, con tanti aperitivi, pause pranzo, pranzi d'asporto e la possibilità di farcela, in difficoltà come tanti, certo, ma riuscendo a sbarcare il lunario.

Ora però le cose sono cambiate. Ci spiega Lucia: "La situazione è peggiorata decisamente, anche le persone che lavorano in smart working, si portano il pranzo da casa e il lavoro è diminuito, così abbiamo cercato di reinventarci in qualche modo mantenendo l'attenzione alla salute".

Arriva il pane speciale, frutta e verdura

Ed è così che il Wellness, venderà anche pani speciali e frutta e verdura. "Ho aggiunto questi prodotti alla mia licenza", spiega ancora Lucia che racconta la sua storia.

"Mia sorella è panettiera e a dicembre ha chiuso la panetteria 'Le Bistrot' di piazza Roma, venendo a lavorare con me. Grazie a lei produciamo pane particolare di diversi tipi".

Lucia ha anche, con il marito, il bar Bistrot di corso Alfieri e ha preferito tenerlo chiuso, anche se continua a pagare un salatissimo affitto di 2700 euro.

"Dopo 16 anni di pagamenti regolari, continuo a farlo anche se mi sarei aspettata che la proprietà mi venisse incontro in qualche modo. E invece...Comunque preferisco tenere chiuso, il bar è fatto di socializzazione. Stiamo diventando dei robot".

Redazione

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