La comunità di Piea ha un nuovo punto di riferimento anagrafico e morale. Il piccolo centro del nord Monferrato astigiano si è fermato per celebrare il secolo di vita di Rosa Maria Serafina Borsello, conosciuta affettuosamente da tutti come "Serafina di Vallunga". In un salone comunale gremito in ogni ordine di posto, tra familiari, amici e compaesani, si è consumata una festa che ha unito il calore dell'affetto privato all'ufficialità del riconoscimento pubblico.
A portare i saluti delle istituzioni erano presenti il sindaco Alessandro Borgo e il consigliere provinciale Davide Massaglia. Quest'ultimo ha consegnato alla festeggiata la pergamena ufficiale della Provincia di Asti, recante la firma del presidente Maurizio Rasero, il quale ha voluto inviare un messaggio di stima: "Raggiungere il traguardo dei cento anni rappresenta non solo un evento anagrafico straordinario, ma un patrimonio di memoria, esperienza e valori per tutta la comunità astigiana", ha sottolineato il presidente nel suo saluto.
Nonostante l'importanza della ricorrenza, a rubare la scena è stata proprio la neo centenaria. Lucida, brillante e dotata di una spiccata ironia, Serafina si è raccontata con una schiettezza disarmante. La sua non è stata una vita semplice: rimasta orfana di madre alla tenera età di tre anni, ha dovuto affrontare l'esistenza "97 anni senza l'appoggio materno", come lei stessa ha ricordato con commozione ma senza rassegnazione. Ha attraversato un intero secolo di storia, vivendo sulla propria pelle i drammi della Seconda Guerra Mondiale che toccarono anche le colline di Piea, fino ad arrivare all'era digitale.
Oggi, vedova ma fieramente autonoma, Serafina vive ancora da sola, supportata dall'affetto vigile di nipoti e parenti vicini. La sua mente è sempre attiva: segue con attenzione l'attualità tramite la televisione e la lettura, non risparmiando analisi critiche sulle complesse vicende internazionali contemporanee. Ma è quando le si chiede il segreto di tale longevità che emerge il suo spirito piemontese più autentico. Niente diete rigide o protocolli medici, bensì una ricetta personale fatta di poca acqua e molto caffè, rigorosamente preparato con la moka sul putagè (la stufa economica a legna). A questo si aggiunge un bicchiere di vino dolce nelle occasioni speciali e, per festeggiare, "un bicchierino di limoncello allungato con l'acqua, custodito gelosamente", ha svelato sorridendo.
La festa di Serafina ha acceso i riflettori su una particolarità del comune astigiano: Piea si sta confermando un'isola felice per la longevità. Oltre alla signora Borsello, il paese vanta un'ultracentenaria prossima ai 104 anni e diversi altri concittadini che si stanno avvicinando al traguardo del secolo, tutti in buone condizioni di salute. Tra le leggende locali e i racconti di paese, c'è chi attribuisce benefici salutari al consumo della zucca De.Co. (Denominazione Comunale) di Piea, il prodotto simbolo del territorio celebrato ogni settembre con la fiera nazionale "La zucca delle meraviglie", giunta quest'anno alla ventiquattresima edizione.
Il pomeriggio di festa è proseguito a lungo tra aneddoti e ringraziamenti, confermando quel forte senso di comunità che rende vitali i piccoli centri della provincia astigiana e che oggi vede in Serafina la sua nuova, energica patriarca.















