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Attualità | 12 febbraio 2026, 16:27

Asti Ananda, parte il "cantiere" dell'inclusione: al via i laboratori per supportare le famiglie migranti

Un percorso formativo gratuito per assistenti sociali, educatori e insegnanti. Quattro incontri tra febbraio e aprile per costruire una "cassetta degli attrezzi"

Asti Ananda, parte il "cantiere" dell'inclusione: al via i laboratori per supportare le famiglie migranti

Non basta la buona volontà per accogliere; servono competenze, metodo e strumenti capaci di leggere la complessità. È questa la filosofia alla base di Asti Ananda, il progetto che punta a rafforzare la rete di inclusione sul territorio astigiano attraverso una formazione mirata per chi opera in prima linea. Parte infatti il prossimo 17 febbraio il primo ciclo di laboratori formativi del biennio 2025-2026, un’iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea e dalla Prefettura di Asti tramite il fondo FAMI.

L'obiettivo è chiaro: fornire a operatori sociali, educatori, mediatori culturali e insegnanti una vera e propria "cassetta degli attrezzi" per migliorare la presa in carico delle famiglie migranti. Non lezioni cattedratiche, ma uno spazio di lavoro interattivo dove la teoria si mescola all'analisi di casi reali.

Il primo modulo: come si costruisce la fiducia

Il percorso, intitolato "Presa in carico e supporto alla genitorialità nei contesti migratori", si articola in quattro appuntamenti mattutini (dalle 9.30 alle 12.30) per un totale di 12 ore. Si parte martedì 17 febbraio con un focus delicatissimo: "Prepararsi alla presa in carico". Guidati dall'esperto Pavlo Andriyenko Blancuzzi, i partecipanti lavoreranno sui fondamenti della relazione d'aiuto: l'ascolto attivo, l'empatia e quella costruzione della fiducia che è la base indispensabile per entrare in contatto con storie spesso segnate da fragilità e distacchi.

Navigare nella complessità dei servizi

Il secondo appuntamento, fissato per il 5 marzo, vedrà in cattedra Stefano Iandorio per affrontare il "durante". Qui il lavoro si fa più tecnico e strategico: mappare i servizi del territorio, capire come muoversi nella burocrazia senza perdere di vista la persona, e definire con chiarezza ruoli e responsabilità per evitare sovrapposizioni o vuoti di tutela.
Il 31 marzo si tornerà in aula con Blancuzzi per parlare del "dopo": come si chiude un percorso? Come si fa un monitoraggio efficace? Ma soprattutto, come si tutela l'operatore dal rischio del trauma secondario, ovvero il peso emotivo che chi aiuta si porta spesso a casa.

Dalla teoria alla pratica

Il ciclo si chiuderà il 9 aprile con un laboratorio puramente operativo curato da Iandorio. Sarà il momento di "sporcarsi le mani" su casi studio concreti, simulando interventi e confrontando le esperienze vissute quotidianamente nei servizi astigiani.
Questo primo modulo è solo l'inizio: il progetto Asti Ananda prevede già una seconda fase formativa dedicata specificamente al sostegno alla genitorialità e ai minori stranieri non accompagnati (MSNA), temi sempre più centrali nell'agenda sociale della città.

Un investimento sulle competenze che conferma quanto l'accoglienza, per essere vera integrazione, debba trasformarsi in una professione ad alta specializzazione.

Redazione

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