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Green | 19 aprile 2021, 20:00

Ciclabili, "Asti Cambia": "Noi con 12mila euro ne faremmo 15 km in più. Il Comune? Appena 3, con 300mila euro"

La Rete Asti Cambia punta il dito contro lo studio di fattibilità delle ciclabili approvato con una delibera di giunta lo scorso 23 marzo. "Nessuno ci ha avvisati. Documenti poco chiari, con errori macroscopici"

Ciclabili, "Asti Cambia": "Noi con 12mila euro ne faremmo 15 km in più. Il Comune? Appena 3, con 300mila euro"

Costi folli, progetti anni Novanta e documentazioni poco chiare.

Sono queste alcune delle accuse che la Rete Asti Cambia lancia all'Amministrazione comunale, che il 23 marzo scorso con una delibera di giunta ha approvato l"'intervento per la realizzazione di ciclovie urbane approvazione tecnica studio di fattibilità". 

Un intervento per cui la Rete non sarebbe stata avvisata preventivamente, così come i componenti del Tavolo Partecipato per la Mobilità Sostenibile.

Asti Cambia

Asti Cambia è attiva sul territorio astigiano da due anni con l'intento di impegnarsi insieme e per la cittadinanza al fine di sviluppare una maggiore sensibilità sul tema della mobilità sostenibile. A tale scopo, a partire dall'estate 2020 ha deciso di intraprendere un dialogo sereno e propositivo con l'amministrazione comunale, mettendo a disposizione non solo il proprio entusiasmo, ma esperienza e solide competenze tecniche. Su forte spinta della Rete il Comune ha accettato di avviare un Tavolo partecipato della mobilità sostenibile, che coinvolgesse ad ampio spettro la cittadinanza, le associazioni, le rappresentanze delle categorie, in modo da pensare insieme ad un nuovo modello di città, più sostenibile e vicino ai più fragili, i bambini, gli anziani, le persone con disabilità.

Da 12mila 500 euro a 500mila

Il dossier presentato dal Comune di Asti non soddisfa le aspettative della Rete, che anzi, oltre a lamentare errori grossolani sui nominativi di strade e vie cittadine, non trova corrispondenza con quanto aveva presentato tempo fa.

Asti Cambia, infatti, in passato aveva presentato un progetto di fattibilità con cui si poteva aumentare di 15 km l'estensione delle piste ciclabili urbane (attualmente ferme a 10 km), con una spesa di 12mila 500 euro.

I documenti comunali, invece, tenendo conto di finanziamenti regionali e ministeriali già ottenuti e ancora da ottenere (per un importo complessivo di 1 milione di euro), parlerebbero di un investimento di circa 500mila euro, per 3,3 km in più di piste ciclabili.

La pedagogia e l'importanza della cultura ecosostenibile

Asti Cambia ha quindi rilanciato, presentando un dossier dettagliato, curato da FIAB Asti, tra i membri fondatori della rete, con possibili nuovi percorsi per la creazione di una vera rete di corsie ciclabili, che collegassero la ZTL con le scuole, l'ospedale, i punti nevralgici per la vita della città, per un totale di 15 km di nuove corsie ciclabili.

Il tutto sempre affiancato all'altro pilastro su cui si poggia la Rete: quello della “pedagogia”, cioè del tentativo di sensibilizzare la cittadinanza verso un progressivo cambio culturale nel modo di vivere la città: meno auto, più mezzi pubblici, mobilità sostenibile, una comunità viva e solidale che vive le strade e i giardini della città.

E i mesi di confronto?

"Di tutti questi mesi di confronto e di proposte non si ritrova praticamente nulla nel documento approvato dalla Giunta. Non siamo nessuno, ma non avremmo avuto problemi ad accettare uno studio con proposte condivisibili, ma così non è stato", puntualizza Angelo Porta per Legambiente, tra le associazioni che fanno parte di Asti Cambia.

I collegamenti con le scuole e quella distanza dal modello nord europeo

"Nello studio comunale, inoltre, nulla è previsto riguardo ai collegamenti ciclabili per le scuole fondamentali per sviluppare la mobilità su due ruote in città. Quali sono i motivi per cui la Giunta approva un piano capace di spendere centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico senza incidere realmente sulla mobilità in bicicletta, rimanendo scientificamente sempre indietro rispetto alle soluzioni attuate dai paesi del Nord Europa che spesso, solo a parole, prendiamo a modello?", aggiunge Clemente Elis Aceto per FIAB Asti. 

Tra finanziamenti statali e regionali il Comune andrebbe a spendere 529mila euro di cui 198mila tra ciclostazione e parcheggi bici e 331mila per un incremento di 3,3 km di nuove ciclabili.

Nella cartina generale presentata dal Comune, inoltre, ci sarebbe un'intera tratta che non viene computata nei conteggi. 

Inoltre, le direttrici Asti sud - Stazione e Asti Sud Est Stazione non hanno copertura finanziaria al momento. 

La direttrice 2 collega il casello di Asti ovest con la ciclabile del Borbore, con un'appendice aggiuntiva che, secondo la Rete, non sarebbe al momento così prioritaria.

Stesso discorso per la direttrice 3, che collega il ponte di corso Savona con il centro cittadino, interconnessa con la ciclabile di corso Gramsci. 

"Non viene risolto il problema del transito sul cavalcavia Giolitti - spiegano da Asti Cambia - Ora il cavalcavia non è praticabile per un ciclista e servono soluzioni alternative"

In corso Felice Cavallotti, poi, sarebbe prevista la realizzazione di una ciclovia. "Non si sa però quanti parcheggi auto veranno eliminati per fare tutto questo", osservano dalla Rete. 

Da piazza Alfieri a piazza I maggio: 180 metri?

Asti Cambia rileva problematiche anche sullo studio della direttrice 5, che collega l'ospedale al centro.

Le parti che collegano il Massaia con piazza Alfieri al momento non sono finanziate. Verrebbe finanziato, però, un tratto di 180 metri, da piazza alfieri a piazza I Maggio.

"Può essere mai quel tratto così breve? Quella strada sarà lunga almeno 3 volte tanto. Se si fanno questi errori, anche la spesa prevista sarà errata", aggiungono.

Ciclostazione con 300 posti bici. Bocciata

Criticità anche sul progetto di ciclostazione pensato attorno alla stazione di Asti.

Qui infatti il Comune aveva pensato alla realizzazione di 300 posti bici.

Uno studio secondo Asti Cambia assolutamente sovradimensionato per una popolazione ancora troppo poco avvezza alla mobilità sostenibile.

"Sarebbe stato meglio uno studio con 50-100 posti e la possibilità di espanderli in un futuro. Ci sembra una ciclostazione vecchio stampo, con bici legate a rastrelliere. La sola videosorveglianza non è sufficiente, non può essere percepito come un posto sicuro", concludono.

Giovedì 22 aprile sulla pagina Facebook della rete Asti Cambia si terrà un incontro online aperto a tutti, dove verranno spiegati nel dettaglio tutti i progetti connessi. QUI i dettagli. 

Elisabetta Testa

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