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Politica | 06 maggio 2021, 19:51

Interrogazione di Angela Quaglia sulla gestione degli spurghi nelle frazioni

La consigliera chiede conto di una lettera, poi annullata, con la quale Asp chiedeva agli utenti il pagamento del servizio

Angela Quaglia

La consigliera Quaglia

La consigliera comunale Angela Quaglia (gruppo CambiAMO Asti) ha presentato un’interrogazione inerente i costi dei servizi di spunto delle acque domestiche degli utenti residenti in aree frazionali non serviti da pubblica fognatura.

All’origine del documento vi è una lettera datata 18 febbraio 2021 e firmata dall’ingegner Paolo Golzio, amministratore delegato dell’Asp, con la quale si avvisano i citati utenti che, a partire dall’anno corrente, il servizio di spurgo sarebbe avvenuto previo pagamento di 197,36 euro+ IVA per gli utenti intestatari di contratto con ASP e di 197,36 euro + IVA a cui sommare 20 euro +IVA per tonnellata per lo smaltimento dei fanghi presso l’impianto di depurazione per gli altri utenti.

Lettera, conseguente una delibera del CdA della partecipata del 7 dicembre 2018, nella quale si ricordava che “la corretta pulizia delle fosse settiche è obbligo dell’utente che a propria cura e spese deve provvedervi, di norma annualmente, con corretto smaltimento dei reflui prodotti e conservandone la documentazione”.

Poco più di un mese dopo, il 29 marzo, quanto precedentemente comunicato è stato rettificato da una seconda lettera, a firma dell’amministratore Asp e del sindaco Rasero, che annullando le precedenti disposizioni confermava che, per il 2021, il servizio sarebbe stato effettuato da Asp senza costi aggiuntivi e che il pagamento di 197,36 euro + IVA sarebbe stato dovuto solo per il servizio spurgo oltre il primo su base annua.

In considerazione del fatto che, scrive nell’interrogazione la consigliera: “i cittadini residenti nelle frazioni e non serviti da pubblica fognatura pagano in bolletta il servizio depurazione e che l’accordo in base al quale, una volta all’anno, ASP avrebbe effettuato il servizio bottini senza contropartite era stato stipulato parecchi anni fa con l’Amministrazione comunale e i Consigli di Circoscrizione frazionali, proprio in considerazione del fatto che, a fronte di una canone depurazione sarebbe stato non corretto far pagare agli stessi cittadini, a parte, anche il servizio spurgo”, la stessa interroga l’Amministrazione riguardo cinque specifici punti.

  1. Come si è potuto verificare un così grave errore di valutazione e comunicazione da parte di ASP

  2. Se l’Amministrazione Comunale era stata informata della decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione di ASP

  3. Quali sono state le valutazioni su tale decisione

  4. Quanti cittadini hanno pagato (o hanno fatto addebitare in bolletta) il corrispettivo per il servizio svolto da ASP entro il mese di marzo

  5. Che cosa si intende fare per risarcire i cittadini che, a fronte della prima comunicazione, hanno preferito servirsi di altre ditte e hanno quindi regolarmente pagato il servizio effettuato

Redazione

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