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Cronaca | 09 giugno 2021, 17:00

Omicidio Bacco: in Appello chiesto l'ergastolo per i cinque imputati

Stamani è ricominciato il processo in secondo grado in Corte d'Assise d'Appello a Torino. Avanzata anche la richiesta di condanna per tentato omicidio della moglie di Bacco

Omicidio Bacco: in Appello chiesto l'ergastolo per i cinque imputati

Stamani in Corte d'Assise d'Appello a Torino è ricominciato il processo, in secondo grado, per l'omicidio di Manuel Bacco, tabaccaio astigiano di 37 anni, ucciso nel suo negozio di corso Alba nel 2014.

Cinque gli imputati presenti davanti ai giudici. Antonio Guastalegname, cinquantadue anni, imprenditore di Castello di Annone, ma originario di Vibo Marina; Domenico Guastalegname, ventisette anni, originario di Vibo Marina; Giuseppe Antonio Piccolo, ventinove anni, di Nicotera; Fabio Fernicola, quarantadue anni, di Asti; Jacopo Chiesi, ventisette anni, pizzaiolo di Castello d’Annone.

Per tutti è stato chiesto l'ergastolo anche in Appello, in più anche la condanna per tentato omicidio della vedova di Bacco, Cinzia Riccio, per cui in primo grado erano stati assolti. La donna si è costituita parte civile con gli avvocati Mirate e Vitello.

Per tutti il pm Laura Deodato aveva chiesto l'ergastolo in primo grado, con l'accusa di omicidio aggravato e tentata rapina. La Corte d'Assise aveva condannato in primo grado tutti a trent'anni ciascuno.

Le prossime udienze sono state fissate per l'11, il 16 e il 22 giugno. Il 16 giugno è in programma la discussione del difensore di Jacopo Chiesi, Roberto Caranzano, insieme a quella del difensore di Antonio Guastalegname. Venerdì, invece, sarà la volta dei difensori di Domenico Guastalegname e Antonio Piccolo. 

 

La vicenda

Il gruppo arrivò davanti alla tabaccheria a bordo di due auto, una Panda e una 500 noleggiate. In auto rimasero Domenico Guastalegname e Fabio Fernicola, che abitando in zona e frequentando la tabaccheria, avrebbe rischiato di essere riconosciuto. Ad entrare Piccolo e Chiesi, entrambi con i volti coperti da cappucci e passamontagna.

Non si aspettavano forse che il titolare e la moglie reagissero al tentativo di rapina. Cinzia, la moglie di Manuel, alla vista dei malviventi infatti tentò una reazione, suscitando una mossa spropositata nel rapinatore che esplose due colpi di pistola a scopo intimidatorio che fecero reagire la vittima. 

Manuel infatti si scagliò in difesa della moglie, cercando di bloccare i rapinatori che invece spararono ancora altri due colpi che uccisero Manuel. Poi la fuga a bordo delle due vetture noleggiate in città e restituite la mattina dopo.

I carabinieri da subito si erano messi sulle tracce del gruppo.

Elisabetta Testa

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