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Attualità | 25 giugno 2021, 15:03

Salvare la Casa di Riposo Città di Asti mantenendola pubblica è possibile

Lo sostengono, in una argomentata nota stampa, i consiglieri comunali del gruppo di minoranza "Uniti si può"

Casa di Riposo Città di Asti

L’agonia della Casa di Riposo ha dei responsabili:

- l’ASL AT, che 9 anni fa ha chiuso il Reparto di Lungodegenza presente nella Casa di Riposo e ha drasticamente ridotto i trasferimenti di pazienti alla CdR con una scelta disastrosa per il bilancio della Struttura, ma altrettanto negativa per l’Ospedale Cardinal Massaia;

- il Comune di Asti (socio di maggioranza dell’IPAB), che sotto le Amministrazioni Galvagno, Brignolo, Rasero ha sempre accettato passivamente il disimpegno delle altre strutture pubbliche e non ha mai voluto impegnarsi per definire un progetto di riorganizzazione con la Asl Asti e la Regione. Progetto che permettesse di migliorare la qualità dell’assistenza e di adeguare l’offerta di servizi alle mutate esigenze degli anziani;

- i Consigli di Amministrazione e poi il Commissario (nominato da Brignolo e confermato da Rasero) che non hanno mai reso leggibili i bilanci, sempre più in deficit, e successivamente presentato proposte di rilancio della struttura, proposte che rientravano nelle loro competenze. Al Consiglio comunale di Asti è sempre stata negata la possibilità di discutere bilanci e piani di rilancio della Struttura. In sette anni il deficit della Casa di Risposo è quintuplicato.

Dopo nove anni di agonia a “fuoco lento” qualcuno, per salvare “capra e cavoli”, si è inventato il ricorso ai privati “salvatori della Patria”, ma il bando di gara per l’affidamento della gestione della Casa di Riposo Città di Asti è andato deserto, poiché la sola cooperativa che ha partecipato alla gara, guarda caso, non ha presentato i requisiti formali necessari per essere ammessa.

Il fallimento di tale procedura concorsuale è grave dal momento che nel bando di gara era previsto, per renderlo più appetibile, la concessione di attività aggiuntive rispetto alla gestione della Casa di Riposo. Ci riferiamo, in particolare, alla gestione del secondo Hospice dell’ASL AT ed ad una attività di cure palliative e di sollievo rivolta ai malati cerebrolesi. Il fallimento della gara pone il Comune di Asti di fronte ad un bivio: o continuare a perseguire la privatizzazione della Casa di Riposo, subendo nuove richieste dei privati, o porre in atto tramite la Regione e Asl Asti un progetto di riorganizzazione e di rilancio della Casa di riposo che vada di pari passo con il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, che nella nostra città sono ridotti al lumicino come i lunghi tempi di attesa attestano.

Noi proponiamo che sia la Asl Asti, tramite AMOS, a predisporre un progetto di assorbimento della Casa di Riposo e di utilizzo degli spazi presenti per il rilancio delle attività sanitarie territoriali di Asti. AMOS è una Società Consortile a Responsabilità Limitata, costituita da Aziende Sanitarie del sud della Regione Piemonte, ha per scopo: “attività sanitarie correlate alle attività sanitarie dei Soci che l’hanno costituita”. AMOS opera quindi in house: “si ha la gestione in house allorché le pubbliche amministrazioni realizzano le attività di loro competenza attraverso propri organismi senza ricorrere al mercato per procurarsi servizi da erogare ai cittadini.” Lo Statuto di AMOS stabilisce che la Società ha scopo “mutualistico e non lucrativo”. AMOS dovrà assorbire i dipendenti della CdR, la Cassa di Risparmio di Asti deve garantire una quota di investimenti ed un piano di rientro relativo al deficit della Struttura. Il Progetto della nuova Struttura Territoriale e della Casa di Riposo rientra perfettamente nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza. La spesa per “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” equivale a 7 miliardi di euro. Ci sono 4 miliardi per le Case della salute, 2 miliardi per gli Ospedali comunitari, 1 miliardo per l’assistenza domiciliare. Sono distribuiti in 6 anni e potrebbero permettere importanti investimenti sulla sanità territoriale. Il Progetto di rilancio e di espansione dei servizi è possibile! Ci vuole volontà politica e capacità progettuale. Nei prossimi giorni, a fronte della nostra proposta misureremo sia la volontà politica sia le capacità progettuali del Sindaco, della Regione con i suoi rappresentanti astigiani, della Asl e, non da ultimo, dei vertici della Cassa di Risparmio.

Il gruppo 'Uniti si può' - Michele Anselmo e Mauro Bosia

Comunicato stampa


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