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Cronaca | 01 luglio 2021, 08:59

Otto persone indagate per irregolarità in appalti per centri commerciali [VIDEO]

Tra i destinatari delle misure imprenditori e professionisti astigiani e torinesi, oltre a un funzionario della Provincia attualmente in pensione

Otto persone indagate per irregolarità in appalti per centri commerciali [VIDEO]

Nell’ambito di un’operazione che li ha visti operare congiuntamente per circa un anno, personale del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria e della Squadra Mobile di Asti, coordinate dal dottor Davide Greco, Sostituto Procuratore della Repubblica di Asti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza, emessa dal GIP Giorgio Morando, relativa otto misure personali adottate nei confronti di altrettanti soggetti (tre imprenditori operanti nel settore edile, quattro professionisti e un funzionario della Provincia di Asti attualmente in congedo), sei dei quali residenti nell’Astigiano e due nel torinese, per i quali il Tribunale ha disposto il divieto di stipulare appalti con la Pubblica Amministrazione, esercitare l’attività imprenditoriale o la libera professione.

Nello specifico, gli investigatori hanno focalizzato la loro attenzione sulle opere di urbanizzazione correlate alla realizzazione di due centri commerciali nella periferia cittadina, appurando l’aggiramento delle disposizioni previste dal Codice degli Appalti in merito alla libera scelta del contraente. In sostanza – anche se figurativamente la società realizzante i centri commerciali, operante dietro controllo dell’Ente Pubblico beneficiario, indiva regolari gare cui invitava 5 imprese candidate alla realizzazione delle opere – in realtà l’impresa cui venivano assegnati i lavori veniva determinata a priori. Il tutto, ritengono gli investigatori, con l’assenso e il silenzio compiacente del funzionario della Provincia, preposto quale R.U.P. (Responsabile unico del procedimento) dal medesimo.

In una seconda occasione, la medesima società proponente appaltante avrebbe affidato in via diretta la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria alla già citata impresa priva dell’attestazione SOA (rilasciata da Società organismi di attestazione), imprescindibile per poter partecipare ad appalti pubblici. L’esito dell’attività e il numeroso materiale probatorio raccolto a carico degli indagati ha portato all’emissione delle misure interdittive, che, pur non limitando la libertà personale dei soggetti, impediscono loro di contrattare con la Pubblica Amministrazione e pertanto scongiurare la reiterazione di comportamenti lesivi delle casse pubbliche.

L’attività assume particolare rilevanza in un contesto, come quello attuale, in cui il Paese sta vivendo un difficile tentativo di ‘ripartenza’ dopo l’allentarsi delle misure correlate all’emergenza epidemiologica. Pertanto, un efficiente sistema di gestione degli appalti pubblici costituisce la premessa fondamentale per il rilancio dell’economia producendo l’effetto di sostenere gli investitori rispettosi delle regole.

Gabriele Massaro

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