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Attualità | 04 agosto 2021, 15:35

Ambiente Asti: la palla al Comune sul Bosco dei Partigiani? L'hanno persa nel bosco...

Il gruppo di minoranza replica punto su punto alle dichiarazioni rese dall'assessore Morra

Uno dei sentieri del Bosco dei Partigiani

Uno dei sentieri del Bosco dei Partigiani

Parafrasando il titolo "La palla passa al Comune", pubblicato da una Testata locale, notiamo che le prime azioni di gioco dell'assessore appaiono confuse, il rischio è che in un gioco di melina e prima o poi in contropiede vinca il degrado.

Ci complimentiamo con Comitato e associazioni che tentano di far rivivere il Parco, ma per risolvere i problemi la "palla" dovrebbe essere gestita un po' meglio dal Comune,  qui ci pare manchino i fondamentali. E per risolvere i problemi del Bosco dei Partigiani il Comune è essenziale.

Le risposte dell’assessore Morra alle domande sulla situazione del Bosco dei Partigiani, date in assemblea e successivamente sulla citata Testata, lasciano molto a desiderare, è un ripetersi di luoghi comuni e di scarsa conoscenza del territorio, insomma la palla passa alla Morra, ma la stoppa male o la liscia.

Alla presenza dei convenuti l’assessore ha ribadito che
1 - chiamandosi “Bosco” dei Partigiani si debba intendersi onomatopeico e quindi bosco.
Il gioco di parole dell'Assessore, vuol significare incolto?, deve rappresentare una selva o una foresta? come se chiamandomi Chiara non potessi essere di carnagione scura o come se un'area verde urbana non potesse avere nome diverso da giardino
pinco pallino o parco vattelapesca, altrimenti bosco è e bosco rimane ancorché nel concentrico urbano (si potrà andare per funghi o trovare scoiattoli e minilepri?)


2 – abbiamo ben presente la situazione: le mura sono pericolanti.

Ma non esiste uno straccio di documento o perizia tecnico strutturale che dichiari quale livello di pericolosità: se stanno crollando, se soltanto qualche mattone ha ceduto, se si può sostare nelle vicinanze o anche soltanto all’ingresso del parco. Insomma nel dubbio lasciamo che il degrado continui che il vialetto più a ridosso rimanga inaccessibile anche se magari potrebbe benissimo non esserci una situazione tanto grave oppure, peggio, essercene una talmente pericolosa da dover chiudere tutti gli accessi, ma restiamo nell'incertezza.

Come disse 
3 -non ci sono soldi
"Perché non li avete chiesti con il Recovery Found?"
Nessuno ce l'ha suggerito

Ci teniamo allora a precisare che sulla versione, stile scaricabarile, l'assessore deve scegliere delle due l'una o ha ben presente la situazione e allora doveva pensarci oppure non l'aveva presente e quindi sarebbe stato necessario ascoltare i suggerimenti anche della minoranza, non dare per scontato che, arrivando da parti che non piacciono, si scartino o non si prendano in considerazione a priori


4 – non c'è piu personale operativo, da 45 unità si è passati a 4

Precisiamo che 45 unità erano negli anni '80 quando il verde era per lo più di nuova realizzazione e non necessitava di tutta la manutenzione di cui necessita oggi, a parte il fatto che allora l'Ufficio Aree Verdi si occupava interamente di tutta la manutenzione ordinaria ed in parte straordinaria di tutte le aree verdi della città, a parte il fatto che allora non era contemplato che parte dei servizi sul verde venisse
data in appalto a ditte esterne, le cose sono cambiate gradualmente negli anni, a mano a mano che diminuiva il personale aumentavano i servizi dati all'esterno anche per ottemperare alle nuove normative, soprattutto sulla sicurezza (vedi attrezzature ludiche) che entravano in vigore di anno in anno.

Ma non frenare l'emorragia di personale operativo dipende dalle scelte delle varie amministrazioni che ancora oggi preferiscono assumere personale amministrativo o Vigili urbani piuttosto che operai che potrebbero facilmente reperire in mobilità o presso i centri per l'impiego, in ogni caso quello che non si può fare con personale interno lo si deve esternare o si rischia di non erogare un corretto servizio.

Sono ormai vent'anni che tutti gli assessori ai Lavori Pubblici ricordano, anche senza averli mai conosciuti, i bei tempi del plotone delle aree verdi, ma sarebbe ora di andare avanti e sanare la situazione in un modo o nell'altro una volta per tutte.


5 – Toseremo le siepi e non possiamo potare gli alberi perché due platani sofferenti di Cancro Colorato hanno dovuto essere abbattuti e con le potature si potrebbe diffondere la malattia.

Ora, anche se il Servizio Fitosanitario Regionale ha giustamente sconsigliato la potatura dei platani per ovvi motivi, va ricordato che gli alberi ornamentali d'alto fusto non richiedono quasi mai potature se non per specifici motivi quali rami disseccati, messa in sicurezza, crescita in contrasto con altri elementi soprattutto sui viali (balconi, segnaletica stradale, sesti d'impianto troppo esigui, ecc.) l'importante è quindi monitorare lo stato fitosanitario di tutti gli elementi vegetali di un parco e decidere di volta in volta se davvero necessitano di interventi di potatura o abbattimento o soltanto fitosanitari.

Per inciso le siepi andrebbero tosate a tempo debito non quando arrivano ad altezze da alberi d'alto fusto, ne va sia della salute delle piante sia della correttezza dell'esecuzione.

Ambiente Asti

Comunicato stampa

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