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Al Direttore | 24 agosto 2021, 19:36

Covid, Anaao Assomed Piemonte: "Posti strutturali in terapia intensiva, i conti non tornano"

Replica il Dirmei: “I conti tornano”: il numero complessivo è di 628, come comunicato al Ministero della Salute

Covid, Anaao Assomed Piemonte: "Posti strutturali in terapia intensiva, i conti non tornano"

Oggi con una  nota stampa l'Anaao Assomed Piemonte, aveva spiegato che  "Dopo aver osservato con perplessità i balletti invernali sul numero dei tamponi, tra molecolari e rapidi, con dirette conseguenze sui tassi di positività e sulle opportunità di nuovi lockdown, non possiamo non esprimere ulteriori perplessità sui dati ufficiali che ci dovrebbero aiutare nella gestione regionale dell'emergenza pandemica, questa volta relativi ai posti letti in terapia intensiva (TI)". 

La nota integrale

"Durante la pandemia abbiamo scoperto che i posti letto hanno degli aggettivi nuovi: strutturali, ovvero i posti dei reparti di rianimazione più quelli creati ex novo, che aumentano in via definitiva e, per l’appunto, strutturale, il numero totale dei posti letto e provvisori/funzionali, ovvero letti solo temporaneamente utilizzati per i malati rianimatori, perché 'imprestati' dai reparti specialistici/sale operatorie, quindi prima utilizzati per malati con altre patologie, che dunque perdono il posto letto/seduta operatoria".

"Il 12 dicembre 2020 la Regione presentava un documento sul potenziamento dei posti letto in terapia intensiva dal quale si evince che i posti strutturali potenziati durante la pandemia erano un totale di 626. Il documento declina anche dove sarebbe avvenuto tale incremento, azienda per azienda. Sono stati creati? Dove Ora, agosto 2021, la Regione Piemonte dichiara all’Agenas un totale di PL strutturali in TI di 628. Questo numero è rilevante, perché il tasso di occupazione dei posti letto determina i colori delle regioni e quindi, in base a questi dati, nelle prossime settimane, verranno impartite disposizioni più o meno restrittive".

"Il DL del 23 Luglio 2021 definisce poi che questi 628 letti debbano essere tutti strutturali, perché possono essere incrementati senza incidere su quelli destinati ad altre attività. Questi numeri dichiarati ad Agenas ci lasciano perplessi. Secondo i documenti regionali, Città della salute avrebbe 127 PL e invece ne risulterebbero circa 80, l'ASL TO 5 ne dovrebbe avere 22 e invece per ora 14, gli 8 di Carmagnola saranno costruiti, non si sa quando, Vercelli accreditata per 16 ne ha 12, Biella dichiarati 16 ma attualmente sono 10, altri 6 saranno costruiti a dicembre".

"I numeri reali e dichiarati non paiono coincidere, e la cosa ci preoccupa perché se comunicassimo dati maggiori, la percentuale di occupazione dei posti letto occupati in TI risulterebbe erroneamente più bassa del reale. In pratica, il Decreto di luglio dice alla Regione: rimani in zona bianca se meno del 10% dei tuoi letti in TI è occupato. Ma non resti in zona bianca dichiarando posti che non hai, e che eventualmente ricavi da altre attività che a quel punto si devono fermare - conclude la nota di Anaao - Quindi la domanda, di nuovo, nasce spontanea. Quanti sono attualmente i posti letto strutturali attivi di TI in Piemonte (non quelli temporanei, non quelli in sale operatorie, non quelli provvisori)?".

"Secondo Anaao 'i numeri reali e dichiarati non paiono coincidere'. Una situazione che, se trovasse conferma, sarebbe gravissima. Quanti sono attualmente i posti letto strutturali attivi di terapia intensiva in Piemonte (non quelli temporanei, non quelli in sale operatorie, non quelli provvisori)? E' quanto chiede, legittimamente, Anaao. A questa domanda auspichiamo arrivi un'immediata risposta da parte della Giunta". 

La replica del Dirmei

La risposta è arrivata poco fa dal Dirmei con il  direttore Emilpaolo Manno, che  precisa che “ i conti tornano”: il numero complessivo è di 628, come comunicato al Ministero della Salute.

Per quanto concerne la distinzione tra posti letto strutturali, funzionali, temporanei e provvisori essa non è frutto di una mera sottigliezza lessicale, ma rispecchia in modo il più possibile realistico l’esigenza di predisporre in tempi rapidi (h24) i posti letto necessari in caso di cambiamento in peggio dello scenario epidemiologico.

Dei 299 posti letto strutturali definiti dal Decreto legge 34/2020 e in fase di realizzazione, 99 sono già attivabili a breve e si sommano ai 327 strutturali già presenti in fase pre-Covid. Con risorse regionali invece sono stati attivati altri 160 posti funzionali. A questi si aggiungono altri 42 posti funzionali che in caso di estrema necessità sono potenzialmente attivabili nell’arco di un giorno, attraverso la conversione di altri reparti.

In totale, sono quindi 628 i posti letto di terapia intensiva disponibilità in Piemonte per fronteggiare l’emergenza: numero che deriva dalla necessità di considerare lo scenario peggiore raggiunto nella prima ondata.

Il sistema è predisposto per il progressivo ampliamento delle terapie intensive qualora servisse.

Pertanto anche l’analisi puntuale dei posti letto azienda per azienda deve tener conto di una flessibilità fisiologica, del fatto che vi possono essere lavori di ristrutturazione o di ampliamento in un reparto e di altri fattori che non possono essere considerati singolarmente.

Dovendo garantire anche le attività non covid è indispensabile considerare il patrimonio complessivo di letti a disposizione.

Il compito del Dirmei è proprio quello di coordinare e gestire la situazione con un approccio sovra-aziendale e di sistema per garantire cure efficaci e tempestive a tutti.

Se il Piemonte in questa fase continua a mantenere numeri relativamente bassi di ricoveri in terapia intensiva e negli altri reparti, lo si deve, oltre alla buona adesione dei cittadini alla campagna vaccinale di massa, anche al fatto che la situazione negli ospedali è sotto controllo e non presenta, al momento, elementi di preoccupazione.

Proprio oggi sono diminuiti di 3 unità i posti letto in terapia intensiva (da 12 siamo a 9). Ciò non significa che non vi debba essere massima attenzione e vigilanza, nella malaugurata ipotesi di una recrudescenza della diffusione del virus SarsCov2 nella nostra regione.

Comunicato stampa

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