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Cronaca | 16 settembre 2021, 13:46

Nuovo arresto per Pier Paolo Gherlone, accusato di truffa su finanziamenti Covid 19

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria gli hanno contestualmente sequestrato beni per oltre 700.000 euro

Pier Paolo Gherlone

Pier Paolo Gherlone

Nuovi guai giudiziari per il commercialista ed imprenditore astigiano Pier Paolo Gherlonenoto in città sia per i suoi trascorsi politici (è stato tra l'altro assessore al Bilancio nella giunta Florio) che per essere stato presidente dell’Asti Calcio – finito nell’occhio del ciclone nell’ambito di un’indagine al termine della quale i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del comando astigiano, coordinato dalla Procura della Repubblica di Asti, hanno dato esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Nei confronti di Gherlone – ritenuto responsabile di gravissimi reati quali truffa sui finanziamenti e i contributi pubblici per il Covid 19, bancarotta fraudolenta mediante distrazioni e dissipazioni di beni, autoriciclaggio e indebita compensazione fiscaleè stato anche eseguito un sequestro di 723.120 euro.

Le indagini hanno accertato che l’arrestato, nel biennio 2019-2020, aveva acquisito per fini illeciti la carica di amministratore di vari soggetti economici. In particolare, nella carica di rappresentante legale di due società della provincia di Asti, al fine di conseguire indebitamente i contributi per il Covid 19, per un totale di circa 18.000 euro, avrebbe tratto in inganno l’Agenzia delle Entrate comunicando, per gli anni d’imposta 2019 e 2020, un volume d’affari fittizio, calcolato sulla base di fatture inesistenti sotto il profilo oggettivo, tale da comprovare il calo di un terzo del fatturato elemento espressamente richiesto dalla normativa per ottenere il beneficio pubblico.

Inoltre, nella carica di liquidatore di due società astigiane dichiarate fallite nel 2020 dal Tribunale di Asti, gli inquirenti ritengono che l’indagato abbia distratto e dissipato somme pari a quasi 650.000 euro tramite prelievi in contanti dai conti correnti aziendali ed ingiustificati pagamenti. Parte di queste somme, sarebbero state dallo stesso impiegate e trasferite in altre attività economiche ed imprenditoriali, sempre a lui riconducibili, realizzando così anche il delitto di autoriciclaggio e di indebita compensazione fiscale.

Gherlone è difeso dall'avvocato Serse Zunino. "Insieme al mio assistito - commenta l'avvocato Zunino - negheremo le accuse nelle sedi opportune".

LE PRECEDENTI INDAGINI A SUO CARICO

L’imprenditore era già stato tratto in arresto, nel 2005, nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Asti per presunte truffe alla Regione sui fondi per i corsi di formazione professionale. Nel 2013, quando era presidente dell’Asti, fu arrestato una seconda volta, con l’accusa di associazione a delinquere e di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

Infine, nel 2018, pur evitando il carcere, venne chiamato a rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito della “Operazione Barbarossa” con cui i carabinieri di Asti smantellarono un ramificato sodalizio ‘ndranghetista operante tra l’Astigiano e l’Albese. Indagine che, in ogni caso, lo ha visto assolto con la formula "il fatto non sussiste"

Gabriele Massaro

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