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Politica | 08 ottobre 2021, 16:14

Verso Asti 2022, presentati oggi gli obiettivi di Ambiente Asti: "Il prossimo sindaco dovrà dialogare"

Domani in piazza Alfieri si raccoglieranno idee e spunti dai cittadini con un sondaggio, anche online. "Manca programmazione"

Verso Asti 2022, presentati oggi gli obiettivi di Ambiente Asti: "Il prossimo sindaco dovrà dialogare"

"Siamo una lista civica, di cittadine e cittadini".

Verso Asti 2022, oggi sono stati presentati gli obiettivi di Ambiente Asti che domani, sabato 9 ottobre sarà in piazza per raccogliere dai cittadini idee e spunti che convoglino verso l'Asti del futuro, con un sondaggio che è anche online

Al tavolo dei relatori il consigliere Mario Malandrone con Carmine Salimbene, Cristina Fasolis e Simonetta Ferrero.

Un punto di ripartenza

"Un punto di ripartenza, non partenza perché non abbiamo mai abbandonato l'impegno per le periferie e le realtà operative sul territorio" - spiega Malandrone che ricorda il salvataggio del circolo Nosenzo, "mentre l’Amministrazione non sarebbe riuscita a salvarlo".

Al centro del dibattito le frazioni che secondo Ambiente Asti sono dimenticate:  "All’Amministrazione interessa solo il centro e sempre meno le periferie: una situazione imbarazzante".

Il futuro sindaco dovrà dialogare

Non ancora noto il candidato sindaco del centro sinistra mentre il gruppo sembra avere idee chiare: "Se immaginiamo una figura di sindaco futuro pensiamo a una persona dialogante, che sappia mettere insieme le esigenze della città. In primis il sindaco di Asti dev’essere sindaco della provincia, perché ad esempio molti studenti frequentano scuole in città arrivando da vari paesi non solo astigiani".

Sul tavolo della discussione i poteri forti, le cariche concentrate in poche mani.

"Ad Asti si delega tutto l’impegno al volontariato - chiosa Malandrone -. Ben venga la candidatura a Città Europea del Volontariato, ma questo non può nascondere i problemi sociali".

La cultura? Deve essere altro

"Sulla cultura il Comune ha ceduto tutta la parte museale alla Fondazione Cassa di Risparmio. Decisione sulla quale noi siamo estremamente critici: non si capiscono le politiche per le scuole, per il turismo… Si sono fatte grandi mostre che portano turisti durante la durata, ma la cultura dev’essere altro. La dinamica di suddivisione dei ruoli di potere va cambiata".

Mobilità, gestione di Asp, dell'acqua e dei rifiuti; tanti argomenti cari alla lista come la cura del verde e della città: "Abbiamo dovuto attendere 4 anni per arrivare, forse, a un piano del verde e comunque solo dopo i solleciti delle opposizioni".

Bosco dei Partigiani e Antiche Mura

Per Salimbene che si occuperà dei banchetti informativi: "’L'Amministrazione non ha programmi, ce ne si accorge già dalle piccole cose. Inoltre la macchina comunale è in grave carenza. Tutti segnali di mancanza di programmi. La città è lasciata a se stessa, basta guardare il Bosco dei Partigiani e le Antiche mura".

Critica anche Cristina Fasolis: "Stiamo operando per il recupero del Bosco dei partigiani e partendo da questa esperienza mi sono resa conto che è necessario che  la futura amministrazione crei un regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni che consentirebbe di intervenire in situazioni che necessitano di riqualificazione". 

Critico anche con la sinistra, Malandrone, che definisce troppo frammentata (in riferimento ai veti quanto fu candidato il giornalista Beppe Rovera ndr), mentre Simonetta Ferrero rimarca che "l’Amministrazione ha ascoltato le istanze dei cittadini ma poi ha fatto comunque come voleva, senza tenerne conto. In questi anni non c’è stato ascolto a differenza di quanto avvenuto in tante altre città italiane. E’ una città che non ha trasparenza: l’accesso alla pubblica amministrazione per capire dove e come vengono investiti i soldi è faticoso. Sia perché c’è poco personale e sia perché non viene agevolato".

Casa di riposo ed edifici vuoti

Obiettivo comune è anche che la Casa di riposo Città di Asti, che deve rimanere pubblica con personale formato appositamente. "Anche l’area intorno all’Università è abbandonata a sé stessa, senza che vengano pensati spazi in cui gli studenti, astigiani e non, si possano incontrare".

Martinelli-Massaro

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