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Al Direttore | 03 gennaio 2022, 14:32

Ospedale di Asti: chiara la rotta o “rotta di collo”?

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma dei consiglieri Anselmo, Bosia, Quaglia e Malandrone

La sede dell'Asl AT

La sede dell'Asl AT

Dopo aver più volte espresso perplessità per la gestione sanitaria dell’Asl AT ed essersi fatti latori della risposta di alcuni operatori sanitari alla lettera augurale inviata poco prima di Natale dal direttore generale Flavio Boraso, i consiglieri di minoranza Michele Anselmo, Mauro Bosia (entrambi gruppo “Uniti si può”), Angela Quaglia (CambiAMO Asti) e Mario Malandrone (Ambiente Asti) tornano ulteriormente sull’argomento con una nota stampa in cui – dopo aver espresso la propria solidarietà e ringraziamento agli operatori sanitari, da quasi due anni alle prese con l’emergenza – aggiungono alcune considerazioni scaturite dalla lettura della missiva del dottor Boraso, che alleghiamo a questo articolo.

La redazione

 

Partiamo dalla sua affermazione secondo la quale l’operato dell’Azienda Sanitaria sarebbe anche improntato al “confronto costruttivo con gli amministratori del territorio: Regione, Provincia, Comuni”. Probabilmente il Direttore considera amministratori solo coloro che, in questo momento, sono maggioranza di governo nelle varie Istituzioni, applicando molto bene la lezione del Sindaco Rasero per il quale la parola confronto con la minoranza non esiste.

E infatti in questo anno, nonostante le nostre tante proposte o indicazioni sulla sanità - per la verità siamo stati gli unici ad essere propositivi nel silenzio assoluto delle maggioranze - non abbiamo avuto né riscontro né confronto. Tra le tante questioni sollevate la più eclatante è stata quella della Casa di Riposo. Nel mese di luglio, momento di massima crisi della struttura, abbiamo avanzato la proposta di acquisizione della RSA da parte di AMOS Azienda Pubblica di proprietà anche dell'Asl Asti, che eroga servizi per l'Asl e che in altre parti del Piemonte già gestisce Case di Riposo.

Sono passati sei mesi e risposte di merito non ne sono arrivate né dal Comune né dalla Asl, né dal Commissario nominato a gestore della struttura. Ad oggi l''unica "risposta" (nei fatti) pervenuta è stato uno spropositato aumento delle tariffe per gli ospiti che comporterà, di questo passo, una loro migrazione in altre strutture

Nella sua lettera il Direttore divide i dipendenti della Asl tra buoni e cattivi. Cattivi sono, naturalmente, quelli che non hanno compreso gli sforzi del cambiamento in atto mentre i buoni sono coloro ai quali va “il grazie più grande” poiché “invece, hanno deciso di accettare la sfida del cambiamento e di fidarsi a priori”. Per quanto ci riguarda gli unici cambiamenti visti sono in peggio con la riduzione dell’offerta dei servizi.

Qualsiasi Direttore Generale, al netto dei master alla Bocconi, dovrebbe sapere che il proprio incarico non può prescindere dalla capacità di tenere uniti tutti i dipendenti evitando, con il proprio agire, perniciose divisioni. Cosa combina il Capitano di Vascello Boraso? Se divide i dipendenti rischia di fare la fine del Capitano William Bligh e non potrà che avere l’ammutinamento del Bounty!

E infatti nella lettera il Direttore non solo se la prende con coloro che non sanno “cogliere lo spirito delle nostre azioni” ma, per giustificare il fin qui nulla di fatto, scarica le responsabilità sui suoi predecessori affermando che occorre “riprendere il bandolo di matasse aggrovigliate, snodare nodi storicizzati e stratificati che non hanno consentito un agire fluido, ma hanno condizionato abitudini e modi di agire”.

Anche qui, con o senza Bocconi, è facile capire che è inopportuno, anche se comodo, scaricare i problemi sui predecessori. La diagnosi del Dottor Boraso è chiara: se la Asl è ferma, se agli annunci non seguono i fatti, se i progetti come quello degli RX a domicilio sono ridicoli, se l’Oncologia ha perso l’ematologia, surrogata da Alessandria, se ad Asti i Reumatologi non si vedono più, se per interventi non oncologici occorre attendere 2 o 3 anni, se esami diagnostici complessi hanno attese bibliche, se la fisiatria fatica a dare risposte e l’elenco potrebbe continuare, le responsabilità sono ascrivibili ai predecessori del Dottor Boraso, che hanno storicizzato e stratificato i nodi e agli operatori sanitari, dirigenti, amministrativi e tecnici che non sanno cogliere lo spirito delle azioni (ma quali?) di questa nuova Direzione.

I Consiglieri Michele Anselmo, Mauro Bosia, Angela Quaglia, Mario Malandrone

Al direttore


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