/ Cronaca

Cronaca | 27 luglio 2022, 11:19

Minacciava mamma e sorella con un coltello, fermato ricorrendo all'uso del taser

I carabinieri, seguendo il protocollo, lo hanno attivato in modalità di 'avvertimento' senza bisogno di lanciargli contro i dardi con conseguente scarica elettrica

Minacciava mamma e sorella con un coltello, fermato ricorrendo all'uso del taser

La scorsa notte, nell’ambito di un intervento in un appartamento di via Quintino Sella in cui un ventiseienne albanese, in forte stato di agitazione, aveva minacciato madre e sorella con un coltello, i carabinieri astigiani hanno per la prima volta fatto ricorso al dispositivo taser, da circa un mese in dotazione alle pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile dell’Arma.

Giunti sul posto su segnalazione delle due donne, barricatesi in una camera da letto per sfuggire alla furia dell’uomo, i militari in un primo tempo sembravano essere riusciti a calmarlo facendo ricorso al solo dialogo ma, quando gli è stato chiaro che il personale del 118, attivato dai carabinieri, lo avrebbe portato in ospedale per le cure del caso, ha nuovamente assunto un atteggiamento violento, impugnando un altro coltello con il quale ha minacciato il personale sanitario.

A quel punto, dopo aver nuovamente cercato di calmarlo verbalmente, i carabinieri hanno attivato il taser secondo protocollo, ossia in modalità “warning arc”, ovvero mostrandogli che il dispositivo era pronto all’uso facendo sentire il rumore e rendendo visibile la scarica elettrica, senza però lanciare i dardi. Gesto sufficiente per convincere l’uomo a gettare il coltello e tentare una fuga, prontamente interrotta dai militari che lo hanno bloccato per consentire ai sanitari di sedarlo per trasportarlo in ospedale. Ora il protagonista della vicenda, denunciato in stato di libertà, dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e minaccia aggravata.


COME FUNZIONA E COME VIENE USATO IL TASER

La vicenda è esemplificativa delle procedure d’impiego del taser e della sua efficacia in situazioni di pericolo, come del resto vi avevamo documentato già nelle scorse settimane (CLICCA QUI per rileggere l’articolo)

Il dispositivo, classificato come arma non letale e assegnato in dotazione agli equipaggi radiomobile dopo uno specifico addestramento, viene utilizzato secondo un ben preciso protocollo suddiviso in fasi successive fino al lancio finale dei dardi che trasmettono la scarica elettrica.

I Carabinieri a fronte di un soggetto che tiene un atteggiamento tale da mettere in pericolo l’incolumità delle persone presenti o dei militari operanti, per prima cosa invitano verbalmente l’aggressore a desistere da tale comportamento, se il pericolo permane, attivano il taser nella già citata modalità “warning arc” e, nel caso l’individuo persista ancora nell’atteggiamento aggressivo, si passa alla fase successiva, detta “probe mode”, che comporta il lancio di due dardi e la successiva scarica elettrica con conseguente inabilitazione motoria.

Il taser in dotazione alle Forze dell’Ordine, è provvisto di due coppie di dardi con una gittata massime di sette metri, utilizzabili in lanci successivi o in modo congiunto, inoltre, una volta colpito il soggetto, è possibile inviare più impulsi elettrici qualora il primo non sia sufficiente. L’intervento si conclude con il blocco, a terra, del soggetto da parte degli operanti a cui, ovviamente, non si trasmette la scarica elettrica al contatto fisico con l’aggressore.

Gabriele Massaro

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium