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Cronaca | 03 agosto 2022, 13:31

Due agricoltori sanzionati dai Carabinieri Forestali per "furti d'acqua"

I due, che rischiano multe fino a 30.000 euro, prelevavano abusivamente acqua dal Belbo

Due agricoltori sanzionati dai Carabinieri Forestali per "furti d'acqua"

In un momento di grave crisi idrica come quello che stiamo vivendo, l’acqua diventa un bene ancora più prezioso. Pertanto deve essere ancora più accurata la gestione, affinché ne venga garantito un equo utilizzo da parte di tutti senza compromettere la salvaguardia dell’ambiente. Di contro, le difficoltà che alcune attività produttive, soprattutto in agricoltura, stanno affrontando a causa della siccità prolungata, stanno incrementando i casi di “furti d’acqua”, con il rischio di impattare ulteriormente sulla situazione di crisi in atto.

E’ proprio questo il contesto in cui hanno operato, intensificando in tutta la regione i controlli sulle derivazioni d’acqua presso insediamenti industriali e agricoli, i Carabinieri Forestali e Arpa Piemonte, che hanno altresì verificato orari e portate dei prelievi nonché le altre prescrizioni contenute nei disciplinari di concessione.

Anche nell’astigiano a partire dal mese di luglio le pattuglie dei Carabinieri Forestali hanno innalzato il livello di attenzione sul fenomeno dei prelevamenti di acqua da fiumi e torrenti. È nell’ambito di uno di tali servizi che sono stati riscontrati i primi abusi.

In particolare, i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Nizza Monferrato hanno riscontrato due distinti punti di prelievo abusivo di acqua dal torrente Belbo. Sono state identificate due persone, titolari di altrettante aziende agricole, che pescavano acqua dal fiume e la convogliavano ai campi vicini per irrigare le proprie colture (barbatelle di vite e pomodori), senza essere in possesso della relativa concessione. In un caso era stata attrezzata una pompa carrabile alimentata da motore a scoppio incorporato; nel secondo il prelievo veniva effettuato tramite pompa alimentata da un trattore.

Entrambi gli agricoltori, per aver utilizzato abusivamente acque pubbliche, rischiano di pagare fino a 30mila euro di sanzione, il cui importo sarà deciso caso per caso dalla Provincia. Non è possibile al momento stabilire i volumi di acqua sottratti al Belbo fino al momento del controllo. Altri punti di prelievo delle acque controllati sono risultati regolari.

Sono numerosi i casi di “furti d’acqua” riscontrati negli ultimi due mesi in Piemonte, messi in atto spesso a ridosso delle campagne con finalità irrigue, ma anche per impieghi industriali e perfino per usi domestici, come orti e piscine private. Una risposta illegale alla crisi idrica spesso guidata dai timori per i raccolti a rischio, ma che aggrava la crisi stessa minando il principio di solidarietà dell’uso dell’acqua e deteriorando ulteriormente gli ambienti fluviali e lacustri, già posti in una situazione di particolare fragilità.

Redazione

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