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Politica | 03 agosto 2022, 14:15

Accordo Pd-Azione verso le Politiche d'autunno, Lubatti: "Ora si può vincere"

Il presidente dell’assemblea regionale del partito guidato da Carlo Calenda dopo l'alleanza siglata a Roma: "Siamo molto soddisfatti, formiamo un fronte unito contro le destre populiste e sovraniste"

Claudio Lubatti, Azione

Claudio Lubatti, Azione

L'accordo su scala nazionale tra Partito Democratico e Azione, in vista delle prossime Politiche, ha riflessi e ripercussioni anche a livello locale. E Torino non fa eccezione. Lo sa Claudio Lubatti, presidente dell'assemblea regionale del partito guidato da Carlo Calenda.

Presidente Lubatti, dopo giorni di dibattito è arrivata l'intesa Pd-Azione. Siete soddisfatti dell'intesa 70%-30%? 

"Siamo molto soddisfatti dell'accordo con il Partito Democratico, per un fronte unito contro le destre populiste e sovraniste: non è la quota matematica che ci porta piena soddisfazione, ma la condivisione su punti programmatici che abbiamo proposto come i rigassificatori, i termovalorizzatori, o il non sostegno da parte nostra a candidature che hanno votato contro la fiducia al governo Draghi".

Si parla di no a nomi divisivi? Questo cosa vuol dire per il Piemonte? No ad esempio alla candidatura dell'ex M5S Laura Castelli?
"Non voteremo come Azione nessun ex parlamentare nei collegi uninominali usciti nell'ultima legislatura dal movimento 5 stelle, qualunque sia il Suo nome: l'accordo è molto chiaro sul punto".

A Roma Azione, con Calenda sindaco, ha ottenuto quasi il 20% delle preferenze. Pensate di riuscire a bissare questo risultato in nazionale? "Azione sarà determinante per cercare consenso e sull'attuazione dell'agenda Draghi: da oggi si apre una nuova partita, con questo accordo si può vincere. Io penso davvero che si possano ribaltare i sondaggi che oggi descrivono la destra in vantaggio".

La sinistra più radicale vi accusa di essere un partito di destra, soprattutto su temi come l'ambiente. Cosa rispondete?
"L'Agenda Draghi è il nostro faro. Il giorno della caduta del Governo Draghi ha segnato un cambio di paradigma: chi ha votato la fiducia si ritrova sul programma di Draghi, chi ha votato contro non riceverà neanche un voto da parte dei nostri elettori, non si tratta di parlare di destra o sinistra".

Dopo la caduta del governo Draghi in azione sono entrati esponenti di spicco di Forza Italia, da Gelmini a Carfagna. Pensate che questi nomi incontrino il favore di un elettore di sinistra o l'unico obiettivo è erodere terreno al centrodestra?
"Gelmini e Carfagna hanno avuto il coraggio di rompere con il partito di Forza Italia, che ha fatto mancare in maniera irresponsabile i voti per la fiducia al Governo Draghi ed hanno accettato di portare le proprie competenze nel progetto politico di Azione: il loro ingresso nel nostro partito è di certo una buona notizia, e sono state accolte con grande entusiasmo da tutta la direzione nazionale del partito".

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