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Agricoltura | 05 agosto 2022, 18:33

Ci attende una produzione vinicola in calo, ma di qualità comunque soddisfacente

Lo stimano i tecnici della Confagricoltura di Asti, sottolineando come la siccità abbia indotto un rallentamento dei processi fisiologici delle viti

Vendemmia - Immagine d'archivio

I tecnici di Confagricoltura Asti si attendono una produzione vinicola in calo rispetto all’anno scorso a causa della siccità, che ha influito sensibilmente sulla maturazione delle uve, anche se la qualità continuerà a rimanere soddisfacente.

In base ai campionamenti e all'andamento climatico nell'Astigiano si inizieranno a vendemmiare, dopo il 15 agosto, le uve Chardonnay, Moscato – affermano i tecnici della Confagricoltura di Asti – Per quanto invece riguarda le uve a bacca rossa la raccolta è prevista per la prima metà di settembre”.

L’estate torrida e le temperature ben al di sopra della media stagionale che si sono registrate già nel mese di maggio e nelle prime settimane di giugno hanno determinato una condizione di stress per le piante. Il perdurare della siccità ha indotto un rallentamento dei processi fisiologici delle viti con un conseguente ritardo dell'invaiatura rispetto agli anni precedenti.

Fortunatamente la pioggia di venerdì scorso ha parzialmente limitato i danni fornendo alle piante un soddisfacente apporto idrico. Superiore agli anni scorsi il grado zuccherino, mentre tra i problemi fitopatologici e ambientali si segnala una forte presenza della flavescenza dorata e del mal dell'esca che hanno colpito duramente le viti a causa della maggiore vulnerabilità di queste ultime dovuta alla siccità.

Si spera che si verifichino altre piogge nei prossimi giorni, in modo omogeneo su tutta la provincia di Asti, in modo tale che le uve raggiungano una maturazione ottimale”, dichiarano i tecnici della Confagricoltura di Asti.

I repentini cambiamenti climatici e i vertiginosi aumenti relativi ai costi di produzione hanno colpito duramente le aziende agricole, che nonostante tutto riescono a resistere e a continuare a produrre, custodendo e salvaguardando la biodiversità del territorio –, affermano presidente e direttore della Confagricoltura di Asti, rispettivamente Gabriele Baldi e Mariagrazia Baravalle – Ci auguriamo che il prossimo Governo che entrerà in carica, sappia ascoltare le istanze del settore primario e metta al primo posto all'interno della propria agenda le necessità degli agricoltori”.

Redazione

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