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Cronaca | 17 agosto 2022, 14:36

Piscina Asti Lido: i titolari rispondono alle polemiche social: "Razzisti? Abbiamo dipendenti da tanti Paesi del mondo e clienti di ogni tipo"

Gli addetti credevano di aver riconosciuto qualcuno che aveva creato problemi lo scorso anno. "Facciamo sempre entrare tutti. Ci mancherebbe altro, ma hanno avuto paura"

Piscina Asti Lido: i titolari rispondono alle polemiche social: "Razzisti? Abbiamo dipendenti da tanti Paesi del mondo e clienti di ogni tipo"

Un persona di una famiglia nigeriana, respinta all'ingresso delle piscine Asti Lido di corso Torino, ha fatto, con un video, il giro dei social (da Twitter a Instagram e Facebook), con le accuse, pesantissime, di razzismo, nei confronti dei titolari.

E il video della discussione è presto diventato virale, come si può leggere QUI.

Nella discussione un'appartenente della famiglia, sostiene che "Se si fosse trattato di italiani, l'accesso sarebbe stato consentito".

Accuse respinte con fermezza dai titolari di Asti Lido che da decenni, con la stessa proprietà, offrono refrigerio e intrattenimento ai tanti astigiani o turisti che affollano le piscine: centri estivi, animazioni, eventi sportivi e molto altro.

"Facciamo sempre entrare tutti, non c'è selezione all'ingresso, ci mancherebbe altro" - rimarca con fermezza Gino Penna, il titolare, che aggiunge: "Lo scorso anno era capitata una situazione spiacevole con alcuni nigeriani che avevano creato problemi, spaccato bottiglie, aggredito un dipendente. Erano anche intervenute le volanti; per noi una situazione davvero difficile da gestire".

Venerdì, giorno della diffusione del video, sarebbe entrato un gruppo di donne nigeriane, ma un uomo della famiglia è rimasto fuori. "Gli addetti all'entrata- spiega ancora il titolare - pensano di avere riconosciuto qualcuno che aveva creato problemi in precedenza, anche se non ne sono sicuri. Erano rimasti scottati e spaventati. Noi lo abbiamo saputo dopo, avremmo voluto esserci. Purtroppo non siamo tutelati per queste situazioni e non possiamo sempre chiamare le pattuglie, magari impegnate altrove. Ogni giorno da noi ci sono persone di colore e ci mancherebbe. Abbiamo dipendenti da ogni parte del mondo. Ma allo sportello hanno avuto paura".

Betty Martinelli

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