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Cronaca | 23 settembre 2022, 11:24

Interravano barattoli con cocaina: la polizia smantella giro di affari per più di un milione e mezzo di euro (VIDEO)

Operazione "Bad Boys" tra Asti e Santa Vittoria d'Alba. A capo due fratelli albanesi. Uno di loro manovrava il sistema dal carcere di Cuneo in cui si trovava. Tra i clienti abituali dei pusher anche un ristoratore, indietro con i pagamenti

La conferenza stampa

La conferenza stampa

Nascondevano la cocaina in barattoli, che poi venivano messi sotto terra.

Poi, al momento dello smercio, venivano dissotterrati e messi sul mercato.

Così la Squadra Mobile della questura di Asti, guidata dal commissario capo Federico Mastorci, ha portato a termine la maxi operazione chiamata "Bad Boys".

Un'impresa criminale... a conduzione familiare

12 gli arresti. Numeri che hanno permesso di smantellare un sodalizio criminale attivo tra Asti e Santa Vittoria d'Alba, a conduzione familiare e di origine albanese.

4 le custodie cautelari in carcere, nei confronti di quattro cittadini albanesi di età compresa tra i 20 e i 36 anni, mentre altre 8 persone sono state sottoposte alla misura cautelare dell'obbligo di presentazione.

4,7 i kg di cocaina monitorati, 30 le persone indagate. Quasi due milioni di euro il guadagno stimato. Durante le indagini sono stati trovati 1,2 kg di cocaina pura, grazie al lavoro degli investigatori che stavano seguendo i sospettati dopo una giornata di pioggia. Complessivamente, si stima che potessero essere ricavate oltre 21mila e 300 dosi di cocaina. Da quel solo kg di cocaina pura si sarebbero potute ottenere circa 700 dosi, per un profitto di circa 56.000 euro.

Serrate indagini per 2 anni

Le serrate indagini sono durante circa 2 anni e hanno preso avvio proprio da un astigiano.

Un'operazione nata nell'Astigiano dopo alcune segnalazioni in merito ad episodi di spaccio continuo nel centro cittadino.

Vengono quindi arrestati in flagranza di reato un italiano e un albanese. L'arresto porterà a nuovi nomi. Successive indagini porteranno all'arresto di altre tre persone. Si arriverà però a Santa Vittoria d'Alba in quanto un arrestato nell'Astigiano aveva messo a disposizione un veicolo a un fiorente sistema criminale. 

Da qui le indagini hanno portato a smantellare il gruppo di spacciatori.

Due fratelli a capo di tutto: l'amministrazione avveniva dal carcere

Delineate le figure di due fratelli, di 35 e 36 anni, delle loro mogli, di due cognati, che si dedicavano all'attività di occultamento, detenzione e fornitura di spaccio di cocaina. Questi rifornivano il nipote e altri ventenni con un etto alla volta e che questi distribuivano sulle piazze tra Asti, Alba e Bra.

Il provento della vendita veniva poi dato ai due fratelli, di fatto a capo del gruppo criminale. Uno di questi fratelli riusciva a manovrare il tutto anche dal carcere di Cuneo, in cui si trovava prima e poi da casa, dove era stato sottoposto agli arresti domiciliari. Entrambi, sulla carta, lavoravano nel settore dell'edilizia. 

Gli indagati prelevavano presso i nascondigli il denaro contante per acquistare 1.2 kg di cocaina alla volta, pagata circa 35 euro a grammo. Una parte veniva divisa in confezioni da un etto e nascosta in barattoli di plastica poi interrati. Dentro anche l'accorgimento del riso, per non inumidire la sostanza.

Un'altra parte di cocaina, invece, veniva riservata ai clienti più "facoltosi", a cui cedevano dosi per cifre fino a mille euro a volta.

I pusher di strada, invece, prendevano la cocaina dai due fratelli per 60 euro al grammo, la tagliavano e la dividevano in dosi da un grammo, che spacciavano poi alla clientela abituale per cifre dai 70 ai 90 euro.

Anche un ristoratore tra i clienti abituali

Tra i clienti indietro con i pagamenti figurava anche un ristoratore, dove il giovane nipote albanese, con altri pusher, si recavano a mangiare e bere senza pagare. Diverse volte prendevano addirittura bottiglie di vino di valore, che poi scalavano dal debito.

Nel corso dell'operazione, sono stati sequestrati anche due proiettili e mille euro in contanti.

Una task force

Nel corso della fase esecutiva, la Squadra Mobile di Asti ha collaborato con le Squadre Mobili di Torino, Alessandria, Cuneo, Novara e Vercelli, oltre che dal Reparto Prevenzione Crimine di Torino e due unità Cinofile della Questura di Genova e Torino.  Un ingente dispiegamento di uomini e mezzi che ha permesso di eseguire le misure cautelari nei confronti degli indagati, oltre che, con l’ausilio di personale tecnico munito di sofisticati metal-detector, di rintracciare altri barattoli pieni di cocaina nascosti nel terreno.

 

Elisabetta Testa

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