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Eventi | 20 novembre 2022, 11:00

Papa Francesco: "Sono tornato a ritrovare il sapore delle mie radici" [VIDEO E FOTO]

Accolitato per il giovane seminarista Stefano Accornero: "Dobbiamo pregare per lui, ma anche per la Chiesa di Asti che è gran parte composta da vecchi come me". In chiusura: "Grazie per l'accoglienza. A l'a fami propri piasì"

MerfePhoto

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Papa Francesco ha fatto il suo ingresso nella cattedrale di Asti.

Percorrendo la navata centrale, il Santo Padre è rimasto molto colpito dalla magnificenza architettonica e artistica della cattedrale, alzando mani e sguardo verso l'alto in evidente segno di apprezzamento.

Accompagnato dal vescovo di Asti, monsignor Marco Prastaro, il vescovo emerito Francesco Ravinale ha portato il saluto a un gruppo di disabili, tra cui Vincenzo Soverino, vicepresidente nazionale e referente locale dell’Aisla Onlus, e Renata Sorba dell’APRI Onlus - presente con il suo cane guida.

Dopo il saluto alle massime istituzioni - tra cui il presidente della Regione Alberto Cirio, il sindaco di Asti Maurizio Rasero e gli onorevoli Marcello Coppo e Andrea Giaccone i fedeli hanno atteso l'arrivo del Papa sul pulpito.

Emozioni palpabili e il maestoso coro diretto da Manuela Avidano.

Papa Francesco sta celebrando la messa.

"Dobbiamo pregare per Stefano, spiega Papa Francesco riferendosi all'accolitato del seminarista Stefano Accornero, 24 annima anche per la Chiesa di Asti che è gran parte composta da vecchi come me. Da queste terre, mio padre è partito per l’Argentina e qui sono tornato a ritrovare il sapore delle radici. Come posso celebrare il Signore di ogni cosa se non diventa anche il Signore della mia vita? Tu che cominci oggi la strada del sacerdozio non dimenticartelo mai. Dio non osserva la tua vita per un solo momento, non ti dedica uno sguardo fugace. Lui resta lì ad abbracciarti e dirti anche nel silenzio che puoi salvarti così come sei, con la tua storia, le tue miserie, i tuoi peccati".

"Lasciamoci amare dal Signore - rimarca il Santo Padre - e allora capiamo di non avere un Dio lontano, potente, distante ma un Dio vicino con tenerezza e misericordia. Non ha un altro stile, ma questo: tenero e compassionevole". "Quando dai le elemosine ai poveri lo guardi negli occhi, lo tocchi? - ha chiesto il Pontefice rivolto ai fedeli in cattedrale - O lanci la moneta e te ne vai via? Ognuno dia la sua risposta".

E poi la cerimonia dell'accolitato a Stefano: "Il Signore dalla croce ci chiede se vogliamo essere spettatori o protagonisti del cambiamento. Vediamo i problemi della Chiesa, che ne ha tanti, ma cosa facciamo noi per cambiare le cose?".

Il vescovo Prastaro: "Grazie con tutto il cuore per la sua presenza tra noi e il calore che ci ha riservato. Grazie a nome di tutta la comunità Astigiana per questo incontro tanto atteso. Quando lei fu eletto Papa disse che l'avevano presa quasi alla fine del mondo, vederla qui oggi ci fa pensare che Asti possa essere l'inizio del mondo per portare la parola del Vangelo in ogni periferia esistenziale che incontreremo".

"Coraggioso questo vescovo a dire che Asti è l'inizio del mondo - scherza il Papa Grazie per la accoglienza calorosa che mi avete riservato. A l'a fami propri piasì".

"Oggi ci vogliono giovani davvero trasgressivi, non conformisti schiavi di un cellulare, ma che cambino il mondo. Stiamo vivendo una carestia di pace, pensiamo a tanti luoghi in guerra ad iniziare dalla tormentata Ucraina. Invochiamo Maria, Regina della Pace, la Madonna cui è dedicata questa bella Cattedrale. A lei affido i malati, le famiglie e ciascuno di voi".

Martinelli-Massaro

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