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Cronaca | 26 novembre 2022, 07:30

Convalidato l'arresto di Piero Pesce, la sua legale: "Un uomo distrutto, non si capacita di quanto accaduto"

Disposta l’autopsia sulla salma del 28enne, che solamente domenica aveva fatto ritorno nell'appartamento di viale Indipendenza a Canelli

Il palazzo nel centro di Canelli teatro della tragedia

Il palazzo nel centro di Canelli teatro della tragedia

Si è concluso con la conferma della custodia cautelare l’interrogatorio di garanzia che il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Asti Giorgio Morando ha tenuto ieri mattina nei confronti di Piero Pesce, il 61enne canellese reo confesso dell’omicidio del figlio Valerio, 28 anni, aggredito a coltellate nelle prime ore di mercoledì 23 novembre, in una camera da letto dell’appartamento dell’uomo, in viale Indipendenza a Canelli.

Una decisione attesa e pressoché scontata, quella assunta dal Gip Morando dopo aver sentito l’uomo, che di fronte al giudice ha confermato le dichiarazioni già rese nelle ore successive ai fatti al pubblico ministero Stefano Cotti presso la caserma dei Carabinieri della città spumantiera.

Il suo legale, l’avvocato nicese Giovanna Balestrino, ora affiancata dalla penalista milanese Giada Bocellari, descrive "un uomo affranto, distrutto, vittima di un momento di estrema fragilità emotiva sfociato in un raptus del quale ora non si capacita, non sa darsi pace".

In questo quadro si colloca il tentativo di suicidio messo in atto dal contabile successivamente al fatto, circostanza che ha consigliato agli inquirenti di disporne il ricovero all’ospedale "Cardinal Massaia" di Asti, sorvegliato a vista dagli agenti della Polizia Penitenziaria.  

"Un terribile dramma familiare", ha ribadito l’avvocato Balestrino. Un’azione andata oltre ogni volontà e la cui genesi ad oggi oscura richiama evidentemente le tensioni che da qualche tempo si erano insinuate in quel nucleo familiare già duramente messo alla prova dalla perdita della madre, mancata per malattia anni addietro, ora nuovamente e pesantemente turbato da altri accadimenti riguardanti quell’unico figlio, così amato e adorato.

Valerio da tempo viveva ad Alba con la compagna, anche lei coinvolta nella gestione della tabaccheria acquistata ad Alba nel 2017, cinque anni fa. "Un ragazzo d’oro, riservato ma estremamente educato, cordiale", lo ricordano nella capitale delle Langhe i tanti clienti che abitualmente frequentavano la storica ricevitoria all’angolo tra piazza Cristo Re e via Fornace Sorba, inserita in una zona affollata di uffici, di grande passaggio.

Gli stessi clienti rammentano anche l’assidua presenza del padre, che vi si recava quando libero dal suo lavoro a Nizza Monferrato, impiegato in un magazzino che vende macchine e prodotti per l’enologia. Da un paio di settimane Valerio ne aveva tirato giù le serrande, per non meglio precisati problemi di salute. 

"Dal 9 novembre sino al 31 dicembre", si legge dal cartello ancora affisso sulle sue vetrine. Solamente da domenica, 21 novembre, tre giorni prima del delitto, il ragazzo aveva fatto ritorno nella casa paterna, dove all’alba di mercoledì si è consumata la tragedia.

Per i funerali del giovane bisognerà ancora attendere l’esame autoptico. Sempre ieri mattina il pubblico ministero lo ha disposto affidando l’incarico al medico legale. La difesa di Piero Pesce non ha ritenuto di nominare propri consulenti.

Ezio Massucco

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