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Attualità | 19 gennaio 2023, 10:54

Dal campo rom alla questione Maina e il dibattuto spostamento del mercato. Il prefetto di Asti, Claudio Ventrice, racconta i suoi otto mesi [INTERVISTA]

"Lo spostamento del mercato è una scelta politica. Il mio ruolo è quello di far dialogare le parti". "Il Maina aveva troppe criticità strutturali, oltre ai debiti"

Il prefetto Ventrice nel suo studio

Il prefetto Ventrice nel suo studio

Gli piace Asti, anche se la sua terra calabra ha scenari e climi ben diversi, è un convinto sostenitore del “fare squadra” e ha l’abitudine di andare dritto al punto senza troppi giri di parole.

Da quasi nove mesi il prefetto di Asti, Claudio Ventrice, si è trovato sul tavolo numerosi problemi spinosi ai quali far fronte, trovando sul territorio la squadra per cercare di risolverli al meglio.

Tante le questioni da affrontare

Dalle questioni più contingenti quali il campo rom, la triste vicenda del Maina, i tavoli di lavoro, la questione spostamento mercato di Asti per il quale ha convocato incontri anche improvvisi, alla visita del Papa che ha coinvolto a tutti i livelli Asti e provincia.

Un uomo che non si sottrae al dialogo e che ha a cuore il territorio che in quel momento è la “sua casa”.

61 anni, originario di Tropea (“Ma a 17 anni ero già fuori casa per motivi di studio”), sposato con una figlia ,ha iniziato la carriera nel 1989 alla prefettura di Torino. Poi vari incarichi che lo hanno visto negli ultimi anni prefetto a Massa Carrara dopo essere stato vicario a Novara.

Nel 2020 si era anche occupato per sette mesi del Comune di Saint Pierre (Aosta), considerato infiltrato dalla ‘ndrangheta. In passato mentre era commissario prefettizio a Rovigo, balzò, nel 2014, all’onore della cronaca per aver rinunciato all’auto blu a noleggio facendo risparmiare all’istituzione governativa circa 20mila euro.

È laureato in giurisprudenza e abilitato all’esercizio della professione forense. La sua esperienza nel campo dell’immigrazione gli ha fatto fortemente volere un protocollo di intesa con Asl At e i Cas locali per un aiuto per la fragilità psicologiche dei richiedenti asilo.

Intervista

Al suo arrivo ad Asti si è subito scontrato con la situazione del campo rom di via Guerra

Avevamo avuto tante segnalazioni ed esposti sul campo che era diventato una discarica e si erano verificati 18 incendi in una settimana . Lo abbiamo portato al Tavolo per l'ordine e la sicurezza ed era presente anche il sindaco Rasero che è stato molto disponibile ad affrontare il problema. Ha capito che era un problema sanitario.

Le condizioni erano da terzo mondo e lui ha messo a disposizione ciò che era possibile per migliorare la situazione. Ci sono dei progetti in atto per far sì che i minori, possano seguire le scuole con l’assistenza dei servizi sociali del Comune. Sono stati messi bagni chimici, impianti elettrici, le caditoie per lo scolo delle acque e si lavora per dare dignità al campo rom e di conseguenza al territorio.

Spesso ci si dimentica che il prefetto sia la voce del Governo sul territorio provinciale

Sì, devo ammettere che appena arrivato ho riscontrato che il ruolo del prefetto non era interpretato dalle istituzioni nella giusta misura. É la prima carica responsabile dell’ordine e della sicurezza pubblica, ma in questi mesi di mio lavoro i rapporti sono ottimi e ho trovato collaborazione, facendo capire che per raggiungere gli obiettivi si deve fare un gioco di squadra con le forze dell’ordine e le istituzioni.

Lei ha definito la vicenda del Maina una vergogna

Ho fatto 21 anni di prefettura a Torino e ho maturato una certa esperienza. Qui intanto c’era una questione di debiti, 8 milioni non sono pochi, certo, ma la cosa che più mi preoccupava erano i problemi strutturali e di antincendio, sanarli era assolutamente necessario.

Ho apprezzato tantissimo lo sforzo del commissario Pasino ma senza l’antincendio la struttura era in pericolo costante. Forse si poteva fare di più, ma nessuno era in grado di gestire questa situazione.

Ma c’è stata anche una mancanza di volontà?

I problemi strutturali erano davvero tanti e per sistemare l’antincendio sarebbero occorsi circa 500mila euro, questa struttura onestamente non aveva i requisiti per andare avanti. I creditori erano disponibili a dimezzare il debito ma era tutto da sistemare. Non sono in grado di parlare di volontà ma non poteva andare avanti così.

E ora la questione spostamento del mercato di piazza Alfieri per il quale gli ambulanti sollecitano il suo intervento, apprezzando molto il fatto di essere stati ricevuti.

Mi piace dire le cose che penso, senza filtri e la questione del mercato è una chiara scelta politica. Il prefetto non può certo sindacare le scelte dell’’Amministrazione, non rientra tra i miei comiti. Posso aprire dei tavoli di conciliazione e concertazione per far dialogare le parti. Sto cercando di farlo e l’Amministrazione tra 15 giorni riunirà la commissione mercatale, i rappresentanti del GOIA e altre sigle sindacali. Se l’amministrazione decide di spostare il mercato per utilizzare piazza Alfieri per turismo o eventi è chiaro che è una scelta loro.

Ai rappresentanti del GOIA ho consigliato di cercare di ottenere delle altre compensazioni su orario, pagamenti magari quotidiani tali da non dover pagare quando non fanno mercato.

Il trasferimento ormai è sicuro. Li capisco, ho parlato davvero con tante persone e ho capito le motivazioni che coinvolgono tutta la piazza, per loro cambiano tante cose, ma ripeto, il prefetto non può 'mettere il naso' nelle scelte politiche.

Betty Martinelli

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