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Al Direttore | 11 settembre 2023, 18:16

Sul PPI di Nizza Monferrato si sta giocando alla lotteria: il medico c'è se sei fortunato

Riceviamo e pubblichiamo la severa presa di posizione dell'Associazione Medici Dirigenti

Il Punto di Primo Intervento di Nizza Monferrato

Il Punto di Primo Intervento di Nizza Monferrato

Dal 4 Settembre è stato ampliato l’orario di apertura del Punto di Primo Intervento (PPI) di Nizza Monferrato: prima chiudeva alle 16, ora prosegue fino alle 20. Ma i servizi sanitari si reggono sui sanitari, non sui cartelli “Aperto”

E di sanitari in più, non ce ne sono. Sempre gli stessi fanno semplicemente il doppio lavoro: il PPI dalle 16 alle 20 sarà gestito dal medico del 118 che però nelle stesse ore sta anche lavorando, appunto, sul 118.

E poiché non si può sdoppiare, rischia di lasciare qualcosa di scoperto: se l’ambulanza verrà chiamata per un’emergenza sul territorio, al PPI di Nizza Monferrato il medico non ci sarà. Come non ci sarà se l’ambulanza è impegnata proprio alle 16 in un intervento: i pazienti già presenti nella struttura e in carico al medico del mattino non verranno lasciati in consegna al medico del pomeriggio.

Forse la popolazione sarà contenta dell’estensione dell’orario di apertura, ma dovrebbe anche essere informata che quello non solo non è un Pronto Soccorso ma solo un PPI, perché non ha il laboratorio analisi, gli specialisti e la radiologia alle 16 chiude, ma che in certi momenti potrebbe anche non avere il medico. Va un po’ a fortuna.

E se il paziente che fiducioso arriva al PPI di Nizza Monferrato perché sa che c’è un posto dove si prendono cura di lui, per sua sfortuna ha qualcosa di un po’ grave, e per sua sfortuna l’ambulanza del 118 con il medico è su un incidente stradale, cosa si gli si dirà? Che ha scelto il momento sbagliato e il posto sbagliato per stare male?

La programmazione sanitaria dovrebbe essere fatta in base alle risorse: se non ci sono o si trovano o si fanno scelte differenti. E le scelte andrebbero condivise e discusse con chi poi le subisce, i lavoratori. La scelta di creare questo ibrido assistenziale rischia di non dare la giusta sicurezza delle cure per la popolazione, di aumentare il rischio clinico per i sanitari coinvolti e di fare dello stato di necessità una pericolosa consuetudine.

Al PPI di Nizza Monferrato si sta giocando alla lotteria, sperando che non succeda niente, ma la salute non è un terno al lotto.

In caso di sfortuna, si prega di non sparare sul pianista (il medico), rivolgetevi al gestore.

La Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

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