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Economia e lavoro | 30 novembre 2023, 19:51

Infortuni sul lavoro: l'Astigiano risulta al 14esimo posto in Italia come incidenza rispetto alla media nazionale di occupati

La provincia è in fascia "rossa" con cinque infortuni mortali con il 56, 3% di incidenza su 88.864 occupati

L'immagine (Vigili del fuoco), si riferisce all'ultimo incidente mortale sul lavoro nell'Astigiano

L'immagine (Vigili del fuoco), si riferisce all'ultimo incidente mortale sul lavoro nell'Astigiano

I morti sul lavoro in Italia a due mesi dalla fine del 2023 (i dati sono fermi a ottobre 2023) sono ancora allarmanti e delineano  un quadro drammatico che richiede azioni immediate e consapevolezza collettiva.

I dati resi noti da Vega Osservatorio sicurezza e ambiente

Il bollettino, reso noto da Vega Osservatorio sicurezza e ambiente, parla di 868 vittime nei primi 10 mesi dell'anno.

"La media della mortalità, stabilitasi a 86 decessi al mese, rappresenta una media di oltre 20 vite spezzate ogni settimana. Un bilancio doloroso che sottolinea l'urgente necessità di affrontare il problema dell'insicurezza sul lavoro nel Paese", spiegano dall'Osservatorio.

Una crescita del + 2%

“A due mesi dalla fine dell’anno, le incidenze di mortalità non lasciano spazio a proiezioni confortanti né per il presente, né per il futuro. Il dramma rimane e prelude ad un bilancio di fine anno che continua a consolidare una terribile emergenza nel nostro Paese. Perché sono soprattutto le morti in occasione di lavoro a crescere (+2%)”

Con preoccupazione e consapevolezza di chi da più di trent’anni si occupa di sicurezza sul lavoro  Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, commenta alcuni dei più significativi risultati dell’ultima indagine realizzata dal proprio team di esperti.

Tra i dati preoccupanti, si nota un incremento del 2% negli incidenti mortali sul luogo di lavoro rispetto al periodo corrispondente del 2022, passando da 659 a 672. In contrasto, gli incidenti mortali in itinere hanno registrato una diminuzione significativa del 21,6%, scendendo da 250 a 196.

Allerta più alta per giovani e stranieri

L'allerta maggiore è rivolta verso i lavoratori giovani e gli stranieri, con un'incidenza di mortalità ben superiore alla media nazionale. La situazione è particolarmente critica per i lavoratori stranieri, che registrano un rischio di morte sul lavoro più del doppio rispetto ai loro colleghi italiani.

L'attività manifatturiera emerge come il settore più colpito dagli incidenti, con un totale di 62.719 infortuni. La mappatura dell'Osservatorio identifica le regioni a rischio maggiore, con Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata al vertice dell'insicurezza in zona rossa.

Differenze tra regioni

Analizzando l'incidenza di mortalità per regione, si evidenziano differenze significative. Le regioni in zona rossa, con un'incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale, sono Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata. Altre regioni, invece, sono classificate in zone arancioni, gialle o bianche a seconda del livello di rischio.

Nei primi dieci mesi del 2023, il settore delle costruzioni registra il maggior numero di decessi in occasione di lavoro, seguito dai settori dei trasporti e magazzinaggio, delle attività manifatturiere e del commercio.

Diminuzioni delle denunce

"Inoltre, continuano dall'Osservatorio, si nota una diminuzione significativa delle denunce totali di infortuni, ma è essenziale riconoscere che ciò è principalmente attribuibile alla riduzione degli infortuni connessi al Covid".

SI tratta di dati che sottolineano l'importanza di un impegno continuo per migliorare la sicurezza sul lavoro, proteggendo la vita e il benessere dei lavoratori italiani.

Per la lettura dei dati occorre tenere presente che le tabelle e grafici vengono elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering a partire dai dati ufficiali INAIL.

Il numero di infortuni mortali ogni milione di occupati

Vengono considerati solo gli infortuni mortali accaduti in occasione di lavoro, con esclusione quindi di quelli in itinere e  le province sono elencate in ordine di incidenza degli infortuni mortali, rispetto al valore di incidenza media nazionale, cioè il numero di infortuni mortali ogni milione di occupati. 

Asti e l'Astigiano in "zona rossa"

Asti e l'Astigiano si trovano al 14esimo posto in Italia (in zona rossa quindi) con cinque infortuni mortali e il 56, 3% di incidenza su 88.864 occupati.

Ultimo in ordine di tempo a Casorzo, proprio a ottobre, QUI l'articolo. A settembre nuovo incidente agricolo a Roccaverano (QUI l'articolo). Ad agosto nuovo incidente sul lavoro in città ma, per fortuna senza vittime (QUI l'articolo). A marzo un ventenne era morto schiacciato da un trattore tra Astigiano e Torinese (QUI l'articolo). Un morto a Revigliasco a marzo (QUI l'articolo). Nuovo decesso a Variglie a febbraio (QUI l'articolo).

Betty Martinelli

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