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Cronaca | 02 marzo 2024, 12:03

Volge al termine il processo d'Appello per la bancarotta fraudolenta della Way-Assauto

In primo grado, il Tribunale di Asti aveva condannato Diego Robella e Ezio Trinchero, soci nella Astigiana Ammortizzatori che la acquisì nel 2006

La 'storica' sede di via Antica Cittadella

La 'storica' sede di via Antica Cittadella

Ultime battute per il processo d’appello che vede imputati Diego Robella e Ezio Trinchero, che in primo grato il Tribunale di Asti aveva ritenuto responsabili della bancarotta fraudolenta della Way-Assauto, con riferimenti a fatti avvenuti nel periodo compreso tra il 2006 e il 2008. 

L’udienza pubblica (probabilmente) conclusiva del procedimento d’Appello, apertosi nel febbraio scorso, è in programma lunedì mattina alle 12 presso l’aula 48 della I° Sezione Penale della Corte d’Appello di Torino.

 

 

 

LE CONDANNE IN PRIMO GRADO

In primo grado, con sentenza pronunciata nel novembre 2015, i magistrati astigiani li avevano condannati rispettivamente a 5 anni e a 4 anni e 3 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una provvisionale di 550.000 euro (500.000 a carico di Robella e i restanti 50.000 Trinchero) al curatore fallimentare dell’azienda e al risarcimento di 600 euro (500 Robella, 100 Trinchero) per ciascuno degli oltre 200 lavoratori costituitisi parte civile. Nonché di 2.000 euro ciascuno per i sindacati Fiom-Cgil e Fim-Cisl (rappresentati rispettivamente dall’avvocato Maurizio La Matina e dagli avvocati Alberto Pasta e Emilio Sellitti) e al pagamento delle spese processuali. Era stato invece assolto, con formula “Perché il fatto non sussiste”, Fabio Trinchero.

 

 

 

LA FABBRICA ‘DEGLI ASTIGIANI’

Fondata a Torino da Luigi Way e Alberto Assauto, che nel 1906 fusero le rispettive aziende e un paio d’anni dopo ne trasferirono la sede ad Asti, la storia della Way-Assauto è strettamente correlata a quella del nostro territorio poiché, per decenni a partire dagli anni ‘10 del secolo scorso, “andare a lavorare alla Waya” è stato uno degli obiettivi prima di una provincia ‘contadina’ che si stava gradualmente industrializzando. 

Pur senza toccare più le vette degli anni antecedenti la prima guerra mondiale, quando dava lavoro a oltre 4.000 dipendenti, fino ai primi anni ‘90 la fabbrica di via Antica Cittadella si attestava su un numero di dipendenti superiore i 1.500

Destinati a calare drasticamente negli anni successivi, contrassegnati da una forte crisi industriale cui la Waya non riuscì a rimanere immune, con diverse acquisizioni e cambi di gestione. Nel 2000, post fusione tra le due società, vi si insediò la Arvin Meritor Suspension System Italia, che nel 2006 la cedette all’Astigiana Ammortizzatori (che riprese la denominazione originale di Way Assauto) che faceva capo a Diego Robella, Ezio e Fabio Trinchero. 

Infine, quando di fatto della storica ‘Waya’ era rimasto solo più il ricordo di ciò che era stata, l’azienda venne acquistata dal gruppo cinese Cijan Group, che nel 2017 ne ha trasferito la produzione in un nuovo e più moderno stabilimento in frazione Valgera.

Gabriele Massaro

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