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Attualità | 21 maggio 2024, 08:35

Protesta a Torino dei sindacati per dire no alla privatizzazione di Poste Italiane: " Un danno ai diritti e agli interessi dei cittadini"

Anche da Asti si sono mosse una trentina di persone per dare il proprio contributo alla riuscita della manifestazione

Protesta a Torino dei sindacati per dire no alla privatizzazione di Poste Italiane: " Un danno ai diritti e agli interessi dei cittadini"

Sabato 18 si è tenuta a Torino, in Piazza Castello, sotto alla Prefettura il presidio regionale, indetto unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL: SLC CGIL, SLP CISL, UILCOM POSTE, CONFSAL COMUNICAZ. FAIL CISAL e FNC UGL COMUNICAZIONI, per dire no alla svendita di Poste Italiane e per difendere un servizio pubblico essenziale. Anche da Asti si sono mosse una trentina di persone per dare il proprio contributo alla riuscita della manifestazione 

Dopo circa mezz’ora di presidio la delegazione regionale è stata ricevuta in Prefettura, e qui sono state spiegate le ragioni della Manifestazione che proviamo a riassumere: “l’ulteriore privatizzazione di Poste Italiane è l’ennesima svendita di un’altra risorsa strategica del nostro Paese a danno di accessibilità e qualità dei servizi, del risparmio delle persone, dell’occupazione e anche della sicurezza. In un momento in cui la difesa economica e sociale dei cittadini è più importante che mai, non possiamo permettere che un patrimonio nazionale così importante cada nelle mani del settore privato e che, in nome del profitto, si sacrifichino i diritti e gli interessi dei cittadini.”

La Prefettura ha ascoltato con attenzione le ragioni del Presidio Regionale dando comunicazione che avrebbe interessato tutte le istituzioni.

"Come SLC CGIL Asti siamo ulteriormente preoccupati da questo processo di possibile privatizzazione in quanto ragionando sulla conformità del nostro territorio parecchi Uffici Postali piccoli (oggi aperti a giorni alterni), che non hanno resa per Poste potrebbero essere chiusi e potrebbe verificarsi la stessa situazione analoga a quella delle banche che ha portato ad una sorta di desertificazione degli istituti bancari nei Paesi dell’Astigiano - spiega Patrizia Bortolin, segretaria generale SCL CGIL Asti -  l ’AGICOM (autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha approvato con la delibera n. 115/24/CONS il piano di razionalizzazione degli Uffici Postali per l’anno 2024 in data 30 aprile 2024. Inoltre, da questa operazione di alienazione siamo convinti, come SLC CGIL, che sarebbe un danno al patrimonio pubblico, per questo riteniamo che la scelta del governo sia una “resa ai poteri forti”. Lo Stato si priverebbe degli utili che Poste produce anno dopo anno con la raccolta del risparmio privato e i molteplici servizi offerti alle comunità territoriali. La richiesta che facciamo al Governo, come Organizzazioni Sindacali e come lavoratrici e lavoratori è quella di fare un passo indietro, valutando tutti gli effetti negativi che questa operazione causerebbe"

La protesta continuerà unitariamente con il presidio del 30 maggio a Roma sotto al MEF (Ministero Economia e Finanza).

Redazione

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